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Non si ferma mai Dave Grohl, il prolifico. "Echoes, Silence, Patience & Grace", il nuovo, ennesimo album dei suoi Foo Fighters, rimette in carreggiata i paladini di un rock potente e profondo. Si sviluppa con una naturalezza straordinaria la nuova creatura in studio dei Foo Fighters. Quasi a celebrare i 10 anni dall’uscita di "The Colour and the Shape" (primo album del gruppo fondato da Dave Grohl dopo lo scioglimento dei Nirvana), esce “Echoes, Silence, Patience & Grace", un vero e proprio sigillo al power rock sanguigno di cui i Foo Fighters sono paladini. Dopo la mezza delusione di “In Your Honour” (2005) e il live semiacustico del 2006 ("Skin And Bones"), temevo un lento e confuso declino per i Foos, che in piena dipendenza dalla verve compositiva del buon Dave Grohl, hanno rischiato di snaturare la verve selvaggia della band, per assecondare la voglia di sperimentare un consistente numero di pezzi acustici. In realtà “Echoes, Silence, Patience & Grace" è la giusta sintesi dell’anima profonda di quel power rock che Dave Grohl e i suoi Foo Fighters riescono ad interpretare in modo unico, alternando a momenti di grande intensità e potenza, una serie di atmosfere profonde e inquietanti. E’ la scomoda eredità dei Nirvana che ogni tanto riemerge nel DNA dei Foo Fighters, con la differenza che a condurre il gioco, dal punto di vista esecutivo e compositivo, non è più l’amato-temuto Kurt Cobain ma Dave Grohl, un tipo spregiudicato e scanzonato che dichiara senza vergogna di essere arrivato al successo, nonostante il suo essere sempre stato “l’ultimo della classe”. In una recente intervista con il Guardian, Dave Grohl ha ammesso che "Let It Die", uno dei brani presenti su "Echoes, Silence, Patience & Grace" è ispirata dal fatto di avere vissuto il declino personale di Kurt Cobain in prima persona. "Mi è capitato molte volte", ha detto, "di vedere un caro amico perdere tutto a causa della droga o di una delusione amorosa. Sicuramente è automatico che la gente pensi a Kurt e al mio rapporto contrastato con Courtney Love." Viene allora spontaneo cominciare il disco dalla track numero due, ma sarebbe un errore cadere nella suggestione e cercare a tutti i costi qualcosa che riesumi Kurt Cobain nella musica dei Foos. Il nuovo disco “Echoes, Silence, Patience and Grace”, non deluderà di certo i vecchi fan di Dave Grohl (sono uno di quelli), così come non potrà certo considerarsi una sconvolgente novità discografica. La nuova fatica in studio di Grohl e co. è indispensabile per rafforzare il repertorio del gruppo e rivitalizzare un po’ di entusiasmo del loro grande seguito in vista del prossimo tour mondiale. A parte il singolo “The Pretender”, c’è da incastonare nelle migliori playlist di rock allo stato puro, “Erase Replace”, “Let It Die” e, sopra tutte, “But Honestly”.
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