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Conoscete Emma Pollock? Bhè, se la vostra risposta è no, fino a qualche minuto avrei replicato: «neanche io!». Ma l’enigmatico mondo dei Tag (elemento sintattico con cui si marcano porzioni di un documento) serve anche a questo, a inoltrarsi su siti e a conoscere persone, in questo caso un artista musicale, che mai avrei pensato di udire. Era l’anima dei The Delgados, uno dei gruppi più interessanti e influenti della scena musicale scozzese che emerse a metà degli anni Novanta. E non solo. Hanno difatti fondato l’etichetta indipendente Chemikal Underground che ha lanciato le carriere di band come Mogwai, Arab Strap, Bis e molti altri. Tanti buoni presupposti quindi per scommettere su "Watch The Fireworks", primo album solista di Emma Pollock. Primo singolo estratto è “Acid Test”, e anche se questo brano vuole essere qualcosa di marcatamente originale, per il resto non posso fare a meno di pensare alla soave Neko Case. Con questo album Emma tenta di liberarsi dell’istrionico sound, un noise-pop, che caratterizzò la band che l’ha vista crescere come donna e come artista, ma le influenze continuano a sentirsi, nonostante nel complesso le sonorità risultano essere più accattivanti ed emozionanti. Ed è quindi nel 2005 che la ragazza di Glasgow spicca il volo grazie all’etichetta discografica 4AD con la quale firma il contratto nel 2005, dopo la rottura “amichevole” con Alun Woodward, Stewart Henderson e Paul Savane. L’album però ci mette un bel po’ prima di prendere forma e viene difatti registrato nell’aprile del 2006 e pubblicato solo all’inizio di settembre (2007). Le 11 canzoni che compongono la tracklist sono qualcosa di enormemente affascinante, singolarmente esprimono una diversa emozione che non si ferma mai, continua lasciandosi coinvolgere e trasportare dalla voce di Emma. Forse dire che i Delgados conobbero il successo grazie alle sue doti canore è troppo, ma sicuramente le va dato il merito di essersi sempre adattata ai diversi cambi d’abito che vollero sperimentare passando per un eclettico “The Great Eastern” (2000), un ambizioso “Hate” (2002), fino a ritornare ad un interessante pop con “Universal Audio” (2005). "Watch The Fireworks", a paragone di questi, è probabilmente un disco meno ‘pretenzioso’, in cui la musica prende semplicemente il sopravvento per essere ascoltata e non per essere giudicata, catalogata e analizzata. Quello che si ascolta è frutto dell’originalità di una delle songwriters femminili più in voga del momento e sicuramente provvista di talento. Da “New Land” a “Adrenalina”, da “If Silence Means That Much To You” a “Here Comes The Heartbreak”, fino a giungere alla conclusiva “The Optimist”, melodie diverse narrano di legami, di sentimenti impercettibili, di un gioco chiamato vita, del silenzio che ci avvolge trasportandoci ovunque si voglia essere. Un album che mira quindi a mostrare il ‘darkside’ della vita in maniera semplice, elegante ed onesta. Il 26 settembre 2007 Emma Pollock partirà in tour come supporter dei King Creosote, New Pornographers (ex band di Neko Case), per poi esibirsi in prima linea in città come Seattle, Portland, Los Angeles, San Francisco e Santa Cruz, visto il consenso di pubblico ricevuto soprattutto in USA. E mentre gli Stati Uniti la acclamano e la reclamano al nostro continente non resta quindi che attendere che la cantante scozzese decida di fare un salto anche qui, deliziandoci per alcune ore con la sua appassionante e persuasiva voce.
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