|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
L.S.P.
Le Sifflet Public
2007
Daigo Music Italia/Deltadischi
di Mauro D'Alonzo
|
|
Leggendo la biografia degli L.S.P. viene in mente la condizione di tanti gruppi italiani che prima di vedere un po’ di luce attraversano un lungo tunnel fatto di apparizioni live e fiancheggiamenti di colleghi più blasonati. È la gavetta conosciuta anche da Fabio Dalai e soci, giunti alla terza prova discografica – se si calcola l’esordio quando ancora si chiamavano Mafaste – dopo essersi fatti le ossa nei dintorni di quel Lago di Garda che è stato un po’ la loro culla umana e professionale. Il titolo della nuova fatica è una sorta di manifesto programmatico. “Le Sifflet Public” riprende una tipica espressione francese che indica un colpo di scena, un evento eclatante capitato nel mondo dello sport o dello spettacolo e un’espressione così altisonante può metaforicamente rappresentare il salto di qualità, l’impennata verso la piena consacrazione artistica della quale gli L.S.P. vanno tenacemente a caccia. L’ambizione riposta nel disco sta nella volontà di combinare diverse anime del rock inscatolandole in un contenitore originale e non appiattito sulla vulgata corrente. Così “Le Sifflet Public” lievita lentamente e, dopo due brani (“Sé Per Tre” e “L’Immortalità”) allineati agli stereotipi italiani (i Velvet sono in agguato…), vira su delle modulazioni più asciutte ed incalzanti (“Lo Vuoi”) che riconciliano con l’autentica filosofia indie. Il tempo per riprendere fiato lo dà “Chissà Se Tu Sarai Con Me” che, con l’ottima ghost track, svela il lato più morbido e confidenziale dei quattro veronesi, sempre in bilico tra rudezza e ripiegamenti melodici. Tra slanci melodrammatici e repentine sfuriate, la voce di Dalai dimostra di aver poco da invidiare al pathos di Francesco Renga e quando opta per un’intonazione acuta ricorda l’estensione di Giuliano Sangiorgi. Il coraggio lo mettono gli istanti finali dell’intensa “Mi Muovo Fermo”, mentre “Descrizione Di Un Sogno” è un discreto antipasto della zampata d’autore assestata da “Voci Infinite”. Agli L.S.P. va riconosciuto il merito di non essersi fatti prendere dall’idolatria per una decade piuttosto che un’altra e di aver dato voce esclusivamente alle loro passioni e al loro istinto. Che mescolano anni ’80 e ’90, ferocia in salsa stoner e miele pop, Mark Lanegan e Piero Pelù. Con un punto debole nelle liriche, dalle quali era lecito attendersi qualcosa di più. In passato hanno avuto la fortuna di dividere il palco con Elio E Le Storie Tese, ma della sapida ironia della band milanese hanno preso ben poco e i loro testi puntano semmai al ritornello di facile presa vacuo come un palloncino bucato. A conti fatti, “Le Sifflet Public” vince e, a tratti, convince. Forse non è la sperata maturazione e per una promozione a pieni voti serve maggiore convinzione e la voglia di affrancarsi del tutto da certi schematismi. Per ora questo pugno di canzoni, sferzate dalle chitarre di Marco Vincenzi e Marco Patrimonio e corroborate dal basso di Stefano Bonadiman, è un buon viatico. Con un pizzico di sostanza in più, la favola degli L.S.P. potrebbe conoscere un lietissimo fine.
|
|
23/09/2007 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|