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Se per caso avete intenzione di abbeverarvi alla fonte del vero Punk Rock di origine controllata, allora accostatevi senza timore a questo nuovo album di Billy Childish che ci regala emozioni e sapori che non eravamo più in grado di provare dalla fine del movimento Punk inglese del 1976. Billy è rimasto fedelmente ancorato ai canoni di ribellione e di trasgressione di quegli anni, non ha mai voluto muoversi in direzione della celebrità, non ha mai patteggiato un successo. Incide ancora per una etichetta indipendente, come ai tempi dei suoi Headcoats, le sue canzoni sono ancora in realtà dei punk anthems brevi e folgoranti, come deve essere per chi ha irriso da sempre i toni profetici del Rock, le banalità del Pop ed il pubblico sofisticato e very cool del Jazz. Fuck that shit! Brani come “Snack Crack”, “Bottomless Pit”, “Unfold Me” e “Walking Off The Maps” o come l’irriverente “We 4 Beatles Of Liverpool Are” incarnano per davvero il vero spirito del Punk, mentre una canzone come “Bugger The Buffs”, rende il giusto tributo ad un blues autentico e vero, ribollente di umanità e di rabbia, che poi - anche in questo caso - è alla base di tutto. Billy Childish è stato accompagnato durante la registrazione di questo album, a dir poco grandioso e folle, da un gruppo di musicisti strampalati e bravissimi che si fanno chiamare Musicians Of The British Empire! Ancora una provocazione quindi, l’ennesima, ancora uno sberleffo nei confronti del Colonialismo inglese, duro a morire, ma ridicolizzato da Billy Childish in ogni sua forma e svuotato di ogni contenuto. Da segnalare infine un brano come “Joe Strummer’s Grave”, una punk rock song di annata, dedicata alla memoria del leader dei Clash, scomparso qualche anni fa. Album da ascoltare in casa, da soli, completamente nudi, o in mutande, pronti a saltare sul divano, a fare capriole, o a rotolarvi beati sul pavimento! Che botta!
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