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Nuovo album, il quinto per la precisione, per i Coral, sette giovani musicisti originari di Hoylake, nei pressi di Liverpool, un gruppo che ha avuto l’indubbio merito di restituire freschezza e vigore al british pop attraverso una indovinata miscela di rock e di country music, di radici folk e di musica psichedelica. Il disco arriva dopo quel “The Invisibile Invasion” del 2005 che aveva destato pareri discordanti fra pubblico e critica e anche dopo un periodo di riflessione piuttosto lungo che ha permesso alla band di ritrovare quegli stimoli e quelle motivazioni ideali che ne avevano caratterizzato l’ottimo inizio. L’album è stato registrato in presa diretta, sotto la guida di Craig Silvey, il nuovo produttore, nei Wheeler End Studio di Noel Gallagher, da sempre un loro fan. Noel gli ha concesso l’uso dello studio gratuitamente in un periodo in cui gli Oasis erano in tour. Dobbiamo dire subito che siamo di fronte ad un disco davvero riuscito, ben confezionato ed elegante. Forse l’approccio dei Coral è meno sperimentale e più melodico rispetto ai dischi precedenti, ma le varie canzoni si lasciano ascoltare che è un piacere, comunicano emozioni e calore ed ognuna di loro racconta una storia. L’album si apre con “Who's Gonna Find Me?”, una power pop ballad molto gradevole che è anche il primo singolo tratto dal disco. Il brano trasuda di “soul bianco”, grazie anche all’interpretazione di James Skelly, il front man dei Coral, un vocalist appassionato di grande bravura. “Remember Me” e “Put The Sun Back” sono due ballate molto “catchy” e piacevolmente “sixties”, mentre l’amore trionfa su “Jacqueline” e “Rebecca You”, due canzoni pregevoli, dotate di arpeggi acustici molto indovinati, di arrangiamenti ricercati, ma pur sempre godibili. “Fireflies” e ”Cobwebs” sono brani più lenti ed intimisti, e morbidamente sognanti. Invece su “In The Rain” e su “She’s Got a Reason” si avverte una maggiore presenza ritmica che si accompagna a delle perfette armonie, così ben disegnate da quei continui rimandi di chitarra e voce. “Not So Lonely” è una ballata acustica davvero molto delicata, da brividi, quasi sullo stesso piano di quella splendida “Music At Night", che chiude un album di qualità, che riconcilia con la musica pop, quando è di livello, quando si mescola ad emozioni vere, e permette quindi ai suoni di far esprimere il contenuto dell’anima.
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