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The Chemical Brothers
We Are The Night
2007
Virgin
di Andrea Belcastro
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“Noi siamo la notte” è il proclama che accompagna il nuovo album dei Chemical Brothers, quasi a voler suggellare e chiarire a tutti che sono loro due da quasi 10 anni a riempire i rave notturni con ipnotiche (e divertenti) melodie elettroniche. O almeno è la loro rispettabile opinione ed intenzione. Dopo una breve intro il ritmo ipnotico della title-track ci trasporta in un viaggio (non proprio piacevolissimo) nel nuovissimo repertorio del duo inglese. Sì tutto bello, tutto perfettamente festaiolo e da ubriacature del sabato sera.
Tutto bello appunto, ma solo fino a quando non ci si accorge che l’album finisce di dire quel poco che ha da dire a metà della tracklist e quando quel sentore che si ha verso l’inizio non diventa molto meno labile e più concreto. Un sentore di già sentito, di vecchio e di poco azzardato. Qualcosa di abbastanza lontano, rispetto a quegli standard di qualità sperimentale e quasi avanguardistica cui eravamo stati abituati dalla coppia Rowlands-Simons. E la cosa terribile è che queste sensazioni (certezze?) vengono fuori dopo più ascolti, dimostrando proprio tutta la pochezza di idee. Sinceramente dopo il mezzo passo falso di Push The Button (2005) in molti speravano in qualcosa in più da questo "We Are The Night", ed invece quelli che abbiamo tra le mani sono una manciata di brani composti con tanto mestiere ed autocompiacimento, impacchettati con alcune collaborazioni "prestigiose" (i fedeli Klaxons seguiti da Ali Love, Fat Lip, Willy Mason e Midlake). Probabilmente per spillare quattrini ai fan e qualche altro ragazzino a cui serve un cd figo appena uscito da piazzare a palla alla sua prima festicciola senza i genitori. “Do It Again” è il primo singolo estratto, ed è forse una delle canzoni (seppure ribadendo il concetto: assolutamente anni luce distante dalle perle che tiravano fuori alla fine dello scorso decennio) che riesce ad emergere dalla brodaglia anche grazie al simpatico videoclip che l’accompagna: un bambino trova una cassettina magica nel deserto che fatta partire nello stereo fa ballare chiunque l’ascolti rendendoli tutti buoni con il ragazzino. Bellino, ma scopiazzato da un vecchio video di FatBoy Slim. E l’altro problema è che al negozio non vi venderanno il video insieme al cd. In conclusione di un ascolto e di una recensione tanto sofferta (proprio per il dispiacere nei confronti di una realtà come i Chemical Brothers, ormai persi in un revival annacquato ed annebbiato) possiamo dire che nonostante i presupposti positivi del titolo, c’è solo un brano che si salva ed è “Das Spiegel”. Noialtri amanti delle lunghe nottate però preferiremmo guardare ed ascoltare oltre.
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03/09/2007 -
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