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La musica francese è da sempre bistrattata. Diciamolo. Difatti è per puro caso che mi imbatto musicalmente nei Louise Attaque. Gruppo nato nel 1994 a Parigi e formato da Gaetan Roussel (vocalist, chitarrista, compositore), Arnaud Samuel (violinista, chitarrista, pianista), Robin Feix (bassista), Alexandre Margraff (batterista). Il loro ultimo album "A Plus Tard Crocodile", uscito il 5 settembre 2005, distribuito in Italia nel marzo del 2006, e prodotto dall’etichetta francese Atmospheriques, li ha portati in tournee per due anni fino all’inizio del 2007. Il loro sound a metà tra pop - folk e rock, giudicato “rivoluzionario” nella patria natia (doppio disco d’oro in Francia), ha dato loro la possibilità di farsi conoscere in tempi molto brevi e di far si che il primo album omonimo riscuotesse un notevole successo. Nel 2000 esce il secondo album “Comme On A Dit” che non è da meno del primo, anche se Roussel e soci non disdegnano contemporaneamente progetti paralleli a quelli musicali. Nonostante la notorietà il matematico, il chimico, il disegnatore urbanistico e quello plastico rimangono quindi con i piedi per terra, costruendosi un futuro non solo in ambito musicale, seppure il premio Victoire de la Musique per il miglior album rock dell'anno, ricevuto proprio con il secondo e l’ammirazione e il sostegno di fan come gli statunitensi Violent Femmes, siano un chiaro segno delle loro capacità. Da "Comme On A Dit" a "A Plus Tard Crocodile" il sound “rivoluzionario” si trasforma in “europeo”, divenendo difatti più malleabile, più conforme a delle sonorità maggiormente riconoscibili e facilmente apprezzabili. Un album che può quindi girare nello stereo per diverse ore e in diversi momenti della giornata, soprattutto nelle ore notturne. "La Nuit" (track n 14) ne è un chiaro riferimento, ma non dell’ambientazione che si respira complessivamente. "Ca M’Aurait Plu" sancisce la fine di una lunga tracklist: 18 canzoni dall’animo ambiguo e complesso, quasi fossero diverse maschere da indossare a seconda dello stato d’animo. Dall’ironica "Shibuya Station" all’enigmatica "Salomé", dall’estroversa "Oui, Non" all’irruente "Nos Sourires", fino alla romantica "Est-Ce Que Tu M’Aimes Encore", in questo album i Louise Attaque propongono un rock alternativo, ma essenziale, dove più che alla musica viene dato maggiore risalto alle sensazioni che essa riesce a scaturire. Un mix di ironia e bravura è quindi quello che porta questo gruppo ad essere costantemente apprezzato, non solo in Francia. Nel 2006 anche l’Italia ha difatti potuto ascoltarli dal vivo a Firenze e Milano riscuotendo un discreto successo di pubblico, segno che di strada il quartetto parigino ne ha fatta abbastanza, anche se dalla fine di quel tour ad oggi i Louise Attaque sono attualmente ancora chiusi in sala di registrazione. E in attesa di ascoltare un esaltante (speriamo) e atteso prodotto musicale, non ci resta che gridare Vive la France! (commenti e considerazioni calcistiche a parte).
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