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Prima di ascoltare il loro album, scopro prima il loro sito. Di chi sto parlando? Degli Stars, band formatasi originariamente a Toronto, che nonostante amino band come i The Smith, New Order, Momus, e canzoni dal sapore pop, il loro sound trascende da ogni percepibile influenza. La loro è una musica d’autore, se volessimo etichettarla, ma è soprattutto melodia. L’album In Our Bedroom After The War è un coagulo di sonorità che non lasciano indifferenti, tanto da rendere piacevolissimo l’intero ascolto. Un ‘fallen in love’ continuo la cui punta di diamante è rappresentata da “Bitches in Tokyo” che immediatamente ci catapulta virtualmente nella metropoli dalle mille sfaccettature. Seguono la notturna “The Night Starts Here”, la molto pop “My Favourite Book”, la malinconica “The Ghost Of Genova Heights”, le romantiche “Personal” e “Barricade”, l’ambiziosa “In Our Bedroom After The War” e l’energica “Take Me To The Riot”. Difatti, nel complesso, le sensazioni trasmesse da Torquil Campbell (vocals, keyboard e trombe), Evan Evan Cranley (basso, chitarra e trombone), Amy Millan (chitarra e vocals), Chris Seligman (keyboards, programming e corno francese) e Pat McGee (batteria), non hanno nulla a che fare con le fredde temperature appartenenti allo stato del Canada, bensì creano atmosfere, situazioni, suggestioni che non smetteresti mai di voler vivere e rivivere. I primi lavori degli Stars, Nightsongs (2001), Heart (2003) e Set Yourself On Fire (2004) sono frutto del viaggio da Toronto a New York fino ad arrivare a Montreal del cantante Torquil Campbell e del tastierista Chris Seligman durante il quale si sono poi aggregati i restanti membri della band. Un capitolo a parte andrebbe scritto per la nota vocalist Amy Millan che di punto in bianco ha raggiunto la celebrità attraverso l’inserimento di ogni singola traccia dell’album di debutto Honey From The Tombs (2006) nei più noti serial, generazionali e non, del momento. Ma per il momento limitiamoci a parlare degli Stars. Sotto la guida dell’etichetta canadese Arts&Crafts (Feist, Phoenix, Broken Social Scene…), che sembra essere più una grande famiglia in cui gli artisti appartenenti collaborano amabilmente tra di loro, che una imponente e alternativa casa discografica, Campbell e soci sono riusciti a farsi strada nell’ampio scenario della musica Indie rock grazie anche alle svariate presenze nella colonna sonora di programmi televisivi come The O.C. e The Next Generation, oltre alle parallele carriere di Campbell come attore, apparso ad esempio in Sex And The City, e di Milan e Cranley come membri dei Broken Social Scene. Perché questo è un album che ha bisogno di essere ascoltato senza pregiudizi, aspettative, barriere di generi, di girare nelle stereo ore ed ore, prima di potere accantonare anche solo per un secondo l’idea di recarsi il 25 settembre 2007 al Rainbow di Milano, per l’unica data italiana degli Stars. Perché se The Beginning (is) after the end, quella sera avrete modo di urlare: The night starts here!
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