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Il nuovo album degli Editors , il secondo per la band inglese di Birmingham, desiderosa di liberarsi dell’etichetta di “cloni” dei Joy Division che li accompagna, segna una indubbia crescita ed anche una svolta verso una maturità compositiva, che non rinnega certo quella dimensione gothic dark degli esordi (in certi momenti anzi risulta ancora più accentuata) ma che è orientata nella direzione di un rock corale, denso di significati cosmici ed esistenziali, musicalmente più profondo e complesso. Ad ulteriore riprova dei progressi raggiunti, il disco ha già raggiunto il primo posto nelle classifiche inglesi e un brano come “Smokers Outside The Hospital Doors”, il pezzo che apre l’album (e che è anche il nuovo singolo), un rock dai toni drammatici e felicemente ispirati, esplicita bene tutte le caratteristiche di questa nuova versione degli Editors, a metà strada fra i vecchi dischi degli U2 e l’ultimo album degli Arcade Fire. Segue “An End Has A Start”, la title track, che si muove lungo la stessa linea compositiva, ma ci regala un ulteriore slancio ritmico e passionale. Su “The Weight Of The World” e “Bones”, canzoni molto belle, dai contorni epici, la voce di Tom Smith è in primo piano, e si rivela intensa e pregnante, proprio come quella di Ian Curtis dei Joy Division, ma il paragone si ferma là. “When Anger Shows” è animata da una musicalità interna che è vigile, che non esplode mai, semmai cresce, mira dritto al cielo, verso una dimensione ancestrale. “The Racing Rats” è un brano che comunica energia, sostenuto come è da un basso elettrico e da una batteria che formano una sezione ritmica di tutto rispetto. Da segnalare poi gli arpeggi acustici di “Put Your Head Towards The Air”, una ballata intensa, tutta da ascoltare, e di “Spiders”, una ballata morbida, dai contorni ipnotici, molto in stile Psychedelic Furs. E ancora “Escape The Nest”, questa volta un rock elettrico, potente ed incalzante, che si pone su un versante opposto a quello di “Well Worn Hand”, la ballata per piano e voce, forse solo parzialmente riuscita, che chiude un album davvero pregevole.
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