|
Il nuovo album dei Waterboys di Mike Scott è un disco a dir poco bellissimo che impiega un attimo ad entrare nel cuore di chi ascolta, semplicemente perché si tratta di brani capolavoro, scritti con l’anima. E quel che più conta è che la cosa non ci sorprende affatto, perché sono oltre venti anni che i Waterboys fanno musica in questo modo, coniugando con talento visioni artistiche e impatto emotivo. L’album è ricco, completo e musicalmente maturo. Si parte con le sonorità a tinte forti e le immagini struggenti, tipicamente rock, di “The Crash Of Angel Wings” e di “Love Will Shoot You Down”, si comincia ad entrare nell’atmosfera delle slow ballad tanto care al genio di Mike Scott con “Nobody’s Baby Anymore”, “She Tried To Hold Me” e “Everybody Takes A Tumble”, brani molto cadenzati e godibili, non lontani dalle ballate di Elliot Murphy o di Bob Dylan. Ancora rock epico e memorabile con “It’s Gonna Rain”, ma poi le note delicate di un pianoforte prendono il sopravvento e si abbinano ai suoni struggenti di un violino dando forma ad altri momenti musicali bellissimi che si portano il nome di “Strange Arrangement” e di “Sustain”. Il crescendo fantastico di chitarra acustica e violino di “You In The Sky” penetra diritto nel petto, ti scuote, ti fa parlare con Dio, ti fa piangere durante l’ascolto di quello che è di certo uno dei brani meglio riusciti dell’intero album. Non si tratta di un concept album ma il tema unificante del disco è la forza, a volte brutale, dell’amore, un sentimento naturale e quanto mai vivo, che non ammette inibizioni o censure. L’album si chiude con “The Man With The Wind At His Heels”, una ballata acustica dagli echi celtici, un pezzo di grande levatura, in perfetta tradizione Waterboys, un gruppo che ha il dono della semplicità e che porta con sé il senso più profondo dell’armonia . Mike Scott e il produttore, Philip Tennant (lo stesso di “Fisherman’s Blues”, tanto per capirci) hanno fatto le cose per bene, ne è venuto fuori un disco di grande classe e spessore. Andate a procurarvelo, di corsa, mi ringrazierete!
|