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Un disco nuovo di Nick Drake, un album che ci parla ancora di lui a tanti anni di distanza dalla sua prematura scomparsa, dovuto ad una overdose di antidepressivi. L’operazione è stata voluta da Gabrielle Drake, la sorella di Nick, che nel frattempo è diventata un’attrice affermata. E’ andata a raccogliere nella casa di famiglia di Tanworth in Arden, Far Leys , non lontano da Stratford upon Avon, nel Warwickshire delle vecchie incisioni domestiche, cose datate 1969, risalenti ad un periodo precedente a quello della sua breve ma fulminante carriera. Si tratta per lo più di un blocco di appunti musicali scritti a Far Leys oppure durante i suoi brevi soggiorni a Cambridge e a Aix en Provence, in Francia. Una buona metà dei brani è composta da inediti, rimasterizzati da John Wood, che era il tecnico del suono dei tre album solo ufficiali di Nick Drake. Il disco riflette l’impostazione classica, così come le derivazioni folk e traditional della musica del giovane Drake, ma anche il suo amore per il blues, che proprio in quel periodo si diffondeva proveniente dagli Stati Uniti e che si caratterizzava come momento di rottura rispetto alla borghesia bianca inglese. Vi segnaliamo una bellissima “Come Into The Garden”, il brano di apertura dell’album, “All My Trials”, unA “slow ballad” deliziosa, frutto di un duetto fra Nick e sua sorella Gabrielle e brani come “Poor Mum” e “Do You Ever Remember?” eseguiti da Molly Drake, la madre di Nick, che sembra aver avuto una grande influenza su di lui sul piano musicale. Molto belle anche delle cover come di Bob Dylan, , di Bert Jansch, “Been Smokin’ Too Long”“If You Leave Me” di Dave Van Ronk . Un discorso a parte meritano brani come “Day Is Done” e “Way To Blue”, scritti da Jackson C. Frank, un cantautore U.S.A. molto sfortunato, che non ha mai avuto il successo che avrebbe meritato, ma la cui importanza era stata sottolineata da Paul Simon, da Sandy Denny e dallo stesso Nick Drake, che adoravano le sue canzoni. L’uscita di questo album, bellissimo e prezioso, anticipa la ristampa del cofanetto “Fruit Tree” che contiene i tre album di Nick Drake e un dvd del documentario “A Skin Too Few“ dedicato a questo delicato e sensibile songwriter, che si ispirava a Bob Dylan e a Donovan, e che in alcune occasioni anticipa quella che sarà poi più tardi la produzione di Jeff Buckley, altro genio sfortunato del Rock. Da ascoltare.
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