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In un’epoca in cui si rischia di essere sopraffatti da milioni di sonorità diverse, non resta che mettere nello stereo The Other Soundz Compilation e ascoltare un sunto di quello che l’odierno panorama musicale alternativo ci propone. Secondo Lev Tolstoj "La musica è la stenografia dell'emozione. Emozioni che si lasciano descrivere a parole con tali difficoltà sono direttamente trasmesse nella musica, ed in questo sta il suo potere ed il suo significato", e le 20 tracce scelte dalla trasmissione radiofonica The Other Soundz (Radio Facoltà di Frequenza, Siena), condotta dagli studenti dell’Ateneo Senese Giulio Argenio e Cesare Rinaldi, rispecchiano in pieno il pensiero dello scrittore russo. Un vero e proprio tour musicale con un occhio di riguardo all’Italia, passando per i Kech di Monza, i Disco Drive di Torino, i Polina di Napoli, i Cold Turkey di Modena, i My Awesome Mixtape e i Settlefish di Bologna, i The Banshee di Genova, i Late Guest (at the party) di Rimini e gli Ether di Firenze, oltre agli stranieri Antennas to Heaven, Peel, Assembly Now, The Sugar Report, Klum, The Indelicates, Cardboarbox, Someone Still Loves You Boris Yeltsin, Joseph Ferocious, Da Bear, 6pm. Un mix di canzoni che ben si amalgamano tra di loro e che forniscono una visione del presente, e anche del futuro, del sound indie rock, elettronico e pop prodotto in Italia e all’ Estero. Soffermandoci per 1 ora e 10 secondi, in particolare su tracce come A Good Boy, Kissing is Chaos, Sixteen, Se Guardo Indietro, Not to be person, capaci di insinuarsi nella testa e non uscirne più, viene da riflettere su quanto i media influiscano oggi sulle scelte musicali: praticamente nulla, se si considera che la rete oggigiorno rappresenta il maggiore fruitore di notizie musicali e non solo. Mentre le Case Discografiche combattono con il peer to peer, il download, passano intere giornate elaborando strategie di marketing e cercano di eliminare antiche concezioni musicali, fortunatamente c’è chi ancora suona nei garage, nella propria stanza magari resa il più possibile insonorizzata con pannelli racimolati chissà dove, in pub dalla clientela esigua. E sono probabilmente partiti da qui tutti i gruppi presenti in questa compilation, dimostrazione che chi crede in un sogno, in questo caso nella musica, prima o poi lo realizza. E lo palesano anche le numerose tappe all’estero che caratterizzano i tour delle band made in Italy, segno da una parte che il loro talento è stato notato prima fuori dalla terra natia e dall’altro che l’Italia chissà perchè si accorge dei talenti sempre in ritardo, sempre dopo che qualcun altro ha sostenuto, aiutato e prodotto delle sonorità ancora considerate troppo diverse da quelle che le orecchie italiane sono abituate a udire. Ma le controversie dal sapore polemico che forse non avranno mai fine, si riescono comunque ad accantonare ascoltando questa compilation: un tripudio di magnetismo, emozioni, sensazioni e brividi vivaci, scaricabile dal blog http://theothersoundz.splinder.com. A curare il lato artistico ci hanno invece pensato Crinos e Phatalia, pseudonimi sotto i quali si nascondono un giovane pittore avellinese e un’artista nota al web, realizzando la cover della compilation. Ed è proprio quando si fondono arte e musica che nascono certi prodotti che rischierebbero di passare in sordina se la curiosità non ci spingesse a navigare quasi quotidianamente (e convulsamente) in rete. Sarà anche uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo!
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