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Ivan Vicari Afro Jazz Trio
Colpo di coda
2007
Club Records
di Andrea Bagnasco
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Una piccola premessa. Sicuramente in giro, di jazz, c’è gente che ne capisce molto più di me. Però, altrettanto sicuramente, del jazz io sono quasi innamorato. E tutto grazie alla fortuna di aver assistito, in un recente passato da maschera di un teatro milanese, ad un concerto di Dave Brubeck. E soprattutto all’oretta di soundcheck che ha preceduto il concerto. Ecco, l’Ivan Vicari Afro Jazz Trio, con Dave Brubeck non ha troppo a che fare. Anzi non c’entra praticamente nulla. Ma non tanto per le maggiori o minori qualità musicali ed espressive, quanto per la grande diversità dei toni e degli strumenti. Vicari, organista romano figlio d’arte, accompagna infatti il suo hammond al sax di Genzo Okabe e alle percussioni di Karl Potter. Inevitabile che le atmosfere disegnate dagli intrecci e dai continui dialoghi fra i tre strumenti siano molto diverse da quelle tipiche - e “fumose”- del jazz. Già il suono dell’hammond di per sé è molto più solare di quello del pianoforte. E poi le percussioni conferiscono all’insieme un’impostazione ancora più luminosa, mediterranea e - a tratti - tribale. L’ora abbondante di musica - disegnata attraverso 8 tracce di autori come Charlie Parker, Pat Metheny, George Benson e Vicari stesso - regala virtuosismi e assoli notevolissimi da parte di tutti e tre i musicisti. In particolare, i soli di Vicari sono caratterizzati da una grandissima velocità e da una grande tecnica. Numerosi sono poi i botta e risposta fra i vari strumenti e altrettanto numerose le impennate ed i cambi di ritmo. I tre artisti infatti, attraverso i repentini ed improvvisi “colpi di coda” affidati a tutti gli strumenti che creano un andamento quasi da elettrocardiogramma, hanno voluto offrire all’ascoltatore “un invito ad una spinta di energie, un grido contro un diffuso fruire la vita in maniera passiva e spensierata”. Una dichiarazione di intenti che rispecchia perfettamente la musica. E un jazz quindi apparentemente meno da cantina e sigaretta. Ma altrettanto in grado di suscitare emozioni.
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18/07/2007 -
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