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Feeder
Comfort In Sounds
2002
Echo
di Claudio Biffi
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Uscito alla fine dell'anno scorso questo quarto lavoro in studio dei Feeder merita di essere recensito perchè oltre ad essere un buon disco rock ha avuto una nascita travagliata e poteva segnare la fine di questo gruppo inglese nato nel 1997 e conosciuto dal grande pubblico per il buon successo della hit "Day In, Day Out" contenuta in Echo Park del 2001. Era il 7 gennaio dell'anno scorso quando nella sua casa di Miami il batterista e co-fondatore del gruppo Jon Lee si è tolto la vita preannunciando all'amico Grant Nicholas per telefono, ma senza trovare risposta, la decisione che ne ha cambiato per sempre la vita. "Comfort In Sound" nasce sulle ceneri di questa tragedia ma ne risente solo in parte evidenziando la buona vena compositiva del leader e chitarrista Grant Nicholas, che riesce a mescolare liriche struggenti e melodie cariche di pathos elettrico arricchite da sottofondi con cori ed orchestra. L'inizio con "Just The Way I'm Feeling" è emblematico dello stato emotivo del cantante - ...Torn in two/ You close your eyes for someplace new..."- ma non è altro che il preludio alla potente "Come Back Around" vero singolo pop rock in linea con lo stile indie rock che caratterizza i Feeder. Il contributo del nuovo batterista Mark Richardson (ex Skunk Anansie) e del bassista Taka Hirose danno l'impronta al nuovo corso di questo trio inglese che non sarà la novità dell'anno ma che assieme a band come i Doves o i Muse, le cui liriche un pò dark si possono riscontrare in brani come "Comfort In Sound" o "Summer's Gone" continuano a rinvigorire il panorama rock del mercato discografico. All'interno del disco si trovano anche risvolti positivi come nel glorioso pop pieno di ottimismo del brano "Find The Colour", nella ballad "Child In You" all'inizio melanconica ma poi con un crescendo dirompente e messaggi di puro amore nella lettera aperta "Quick Fade" dedicata all'amico perso, esempio della grande capacità di Nicholas nel saper tradurre i versi poetici in liriche musicali. C'è però per me una nota stonata nel disco che è il brano "Godzilla" in perfetto stile hardcore, scelta incomprensibile e allo stesso tempo provocatoria per come è strutturato l'intero disco, che addirittura in "Helium" e in "Forget About Tomorrow" ha come punti di riferimento gli Smashing Pumpkins di "Mellon Collie" e in "Summer's Gone" ci riporta alla mente i fasti dei primi Radiohead. Il disco si conclude con "Moonshine" celebrazione e tributo al compagno e amico Jon Lee, ballad struggente e piena di affetto in cui i Feeder riassumono il loro stato d'animo -...Every time we cry/We have the sun goodbye..." accompagnati nel loro viaggio dal crescendo delle chitarre. Personalmente alla sua uscita ho apprezzato subito questo disco, ma dopo diversi mesi, lasciato per un momento il frenetico consumo musicale a cui siamo sottoposti mi è ricapitato tra le mani e riascoltandolo lo metto sicuramente tra i migliori del 2002.
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24/02/2003 -
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