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Gabriel Sternberg
Endless Night
2007
Canebagnato Records
di Andrea Bagnasco
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Quello che dovrebbero fare un critico musicale, un giornalista che si occupa di musica o una qualunque figura che vagamente possa fregiarsi del titolo di pseudo-critico o pseudo-giornalista (quello che dovrei fare io, insomma, a prescindere dal titolo), sarebbe parlare di musica. A maggior ragione di fronte all’opera prima di un giovane artista. Ma la prima cosa che mi viene da dire, parlando di “Endless Night”, album d’esordio in inglese dell’italo-tedesco Gabriel Sternberg, è la qualità della confezione. Certo, lo so, non vuol dire niente. Certo è la musica quello che conta. Però anche l’occhio si merita i suoi momenti, e l’artwork di Caterina Pinto è davvero molto bello e avrebbe avuto una maggior e giusta notorietà se fosse stata abbinata ad un album come quel “The Dark Side Of The Moon” dei Pink Floyd da cui vagamente l’artwork stesso mi pare tragga ispirazione. Per immergersi nell’ascolto dell’album, poi, bisogna scegliere il momento adatto. I toni, infatti, non sono dei più energici né tanto meno dei più variegati. All’andamento sempre piuttosto compassato (e talvolta, come ad esempio in “Soon”, caracollante un po’ come in "Pyramid Song" dei Radiohead) del pianoforte o della chitarra acustica, si affiancano qua e là alcuni effetti elettronici - comunque rispettosi del “silenzio” della notte -, alcuni confusi ma sempre delicati rumori di fondo e la voce sussurrata ed essenziale di Sternberg. Si tratta quindi di un album tendenzialmente triste ma di grande atmosfera, composto, per stessa ammissione dell’autore, da “canzoni d’amore su qualcosa che è finito, che sarebbe potuto essere o che non è mai accaduto”. E si tratta di un album che, ascoltato nei momenti giusti, ha sicuramente la capacità di trasmettere emozioni - aspetto quest’ultimo essenziale per un lavoro che parla d’amore. Per quanto riguarda infine le influenze (o comunque la similarità di toni), oltre ai già citati Radiohead (ovviamente parlando dei Radiohead sperimentali di "Kid A" e "Amnesiac"), questo "Endless Night" ricorda soprattutto gruppi come i francesi Air e anche (come in “Close To Me”) alcune canzoni lente dei Jet (come l’inizio di “Shine On”), senza dimenticare i pezzi più intimisti di Ben Harper e le atmosfere più delicate di "Yours To Keep" di Albert Hammond jr. ed in particolare quelle disegnate in "Cartoon Music For Superheroes". Non a caso una canzone notturna - proprio come la notte senza fine di Sternberg.
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17/07/2007 -
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