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No, non si tratta di una novità discografica assoluta, di un nome nuovo del circuito indie. No, niente di tutto questo, ma la cosa non sminuisce il valore del disco, al contrario lo esalta! Si tratta infatti di una preziosa ristampa di un album uscito nel 1988 e andato troppo presto fuori catalogo. Il disco è il risultato di un momento di incontro fra due grandi nomi dello street rock acido e malato di fine anni Settanta: Johnny Thunders, ex New York Dolls, ex Heartbreakers, simbolo del rock decadente, e Patti Palladin, vocalist americana fascinosa ed intrigante che si era trasferita in Inghilterra e aveva formato gli Snatch, con Judy Nylon. L’album si intitola “Copy Cats” ed è una raccolta di cover version di brani che hanno fatto grande la musica americana. Sono molti i rock and roll, tanti i brani di rhythm & blues, numerosi gli incroci con la musica soul e risultano continue le sovrapposizioni fra i diversi generi musicali. Si comincia con una godibilissima “Can’t Seem To Make You Mine”, un brano dei Seeds, del 1965, reinterpretata con grande malessere e disaffezione da un Johnny Thunders che sapeva di essere vicino all’ultima fermata. Infatti questa rimane l’ultima sua incisione ufficiale, prima della morte. Molto bella anche “Baby It’s You” delle Shirelles, 1961, divertente “She Wants To Mambo” dei Chanters, 1954, semplicemente devastanti “Crawfish” di Elvis Presley, 1958, e quella “Alligator Wine” scritta da Screaming Jay Hawkins nel 1969, che diventa un blues rallentato ad arte, che convoglia disperazione e morte. L’esecuzione a due voci di “Two Time Loser” di Tarheel Slim & Little Ann, 1963, è un altro piccolo capolavoro, con quella chiave ritmica così cadenzata e bollente! Da segnalare ancora le cover di “Love Is Strange” di Micky & Sylvia, del 1956, e di una splendida “I Was Born To Cry”, un celebre e gustoso rock and roll dell’italo americano Dion, scritto nel 1962. Il finale di un album davvero esaltante e dal valore enciclopedico (meglio ascoltare una cosa del genere che dilungarsi sulle rievocazioni colte degli esperti) è riservato a “He Cried” delle Shangri-las, 1966, e a “Let Me Entertain You” di Nathalie Wood, del lontano 1962. Tutte queste canzoni denotano un fascino e uno spessore che è stato messo in risalto da due artisti come Johnny e Patti, che hanno saputo vivere l’epopea del rock and roll non soltanto attraverso le pubblicazioni su vinile, ma anche nei gesti della loro vita quotidiana, pagando di persona ogni volta, finchè si poteva, ne valeva la pena, sempre!
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