|
Ogni fine anno troppe volte mi sono trovato a dover sentire cose come: "Dischi sentiti? Oddio non li ricordo tutti!" oppure "Non lo so... non so neanche cosa è uscito...". Per evitare di arrivare impreparati ai tradizionali referendum chiudi conto optiamo allora per una soluzione intermedia. Un breve riepilogo aggiorna titoli che potrà tornare utile alla vostra lista dell'ascolto/spesa. Sei mesi del 2007 ricchi di sorprese, conferme, con alcuni inattesi colpi di coda. Il percorso non è strettamente cronologico ma gli si avvicina molto.
Gennaio-Giugno:
[****] Il primo nome da circolettare di rosso vivo è senza ombra di dubbio l'osannato come back discografico di Nick Cave sotto forma di progetto GRINDERMAN. Un disco omonimo realizzato con i fidi compagni luciferini a testimonianza ulteriore che la classe non è acqua Paola e che il talento non è venduto in blister nei supermercati.
Buono anche il nuovo degli americani DEERHOOF ("Friend Opportunity"), discreta la parabola intrapresa dagli AIR con "Pocket Symphony", prolisso ma quanto mai maturo "Myth Takes" dei !!! (autentica attrazione live), non male l'attesa rentrée degli SKINNY PUPPY di "Mythmaker", stesso dicasi per il terzo capitolo dei fratelli KINGS OF LEON: "Because Of The Times" piace più del predecessore.
[****] Altra sottolineatura doverosa e altro progetto. THE GOOD, THE BAD & THE QUEEN di sua maestria Damon Albarn in collaborazione con un team di compagni di prima scelta. Album intenso e bellissimo.
Interessante l'operazione "Yes, I'm A Witch" di YOKO ONO, l'originale nuova vita dei DINOSAUR JR, la conferma dei FALL di Mark E. Smith impegnato anche con i Mouse On Mars nel side project VON SUDENFED, onorevoli i dischi solisti di MALCOLM MIDDLETON (ex Arab Strap) e BRETT ANDERSON (ex Suede), da tenere d'occhio i canadesi BESNARD LAKES, un gradino sopra la media il "solito" lavorone dei LOW "Drums And Guns".
[***] Una piccola grande perla da custodire l'ennesima griffe dei WILCO ("Sky Blue Sky"), l'inaspettata collaborazione di Mark Lanegan insieme ai SOULSAVERS, il colpo di reni di TED LEO & THE PHARMACISTS, lo splendido sottovalutato terzo momento musicale dei PONYS "Turn The Lights Out".
[*****] Candidato seriamente a disco dell'anno l'affascinante gusto autorale di FEIST alle prese con amori, tormenti e turbamenti in "The Reminder". Prova maiuscola che non ammette ulteriori gradi di giudizio.
Un po' al di sotto delle aspettative NINE INCH NAILS, BRIGHT EYES e MANIC STREET PREACHERS che può essere affiancato a "Young Modern" dei SILVERCHAIR.
Divertono gli spensierati MODEST MOUSE dell'era Marr, il sempre più artista di culto BOBBY CONN tanto ossessionato quanto ampolloso, spaccano le meningi gli svizzeri pionieri dell'industrial YOUNG GODS. Buone le sorprese del progetto FUTURE CONDITIONAL (vedi Piano Magic), degli stessi PIANO MAGIC, il secondo disco per i GITHEAD di Colin Newman (Wire) e consorte (Malka Spiegel, ex Minimal Compact), il debutto come SISTER VANILLA di Linda Reid (vedi Jesus & Mary Chain), il pessimista RUFUS WAINWRIGHT con un lavoro teso e ben bilanciato.
[***] Perry Farrell ed i suoi SATELLITE PARTY di "Ultra Payloaded" valgono un'entrata in Top 10. Stesso discorso per BJORK versione "mezzo piede di qua e mezzo di là", per i rarefatti sognatori EXPLOSION IN THE SKY, per gli amici del cuore TREMBLING BLUE STARS e per TORI AMOS e i CHEMICAL BROTHERS, quest'ultimi due assolutamente ritrovati.
Niente di eccezionale il glam collettivizzante dei texani POLYPHONIC SPREE, l'onestà indie dei MINUS STORY, il calderone pieno di ospiti del Lavelle project UNKLE, fino al solito tagliente rasoio in mano agli SHELLAC che forse tre asterischi se li meritano pure... mettiamoci dentro anche i CLOUD CULT e gli anemici TRAVIS... non male!
[****] "Icky Thump" è spiazzante ad un primo ascolto, dà completa assuefazione ad un secondo. I WHITE STRIPES non sbagliano un colpo. Ascoltare per credere. Linea d'onda condivisibile con "23" dei magnifici BLONDE REDHEAD. L'araba fenice ha da tempo spiccato il volo da casa 4AD. Si perde la testa.
[*****] QUEENS OF THE STONE AGE. "Era Vulgaris". Ad oggi il disco che si gioca lo scettro del 2007 insieme a "The Reminder". A dispetto di certa critica da cerchio alla testa, a dispetto degli amanti dell'indie folk (boh) tronica della minchia, i "quozza" superano il precedente passo discografico con un disco STRAORDINARIO. Porbabilmente il nostro giudizio viene caricato dopo aver testato live la resa dei brani nuovi, ma è indubbio che "Era Vulgaris" rappresenta un passo in avanti (l'ultimo prima di un ritorno alle origini?) di una band unica e, per ora, irraggiungibile. Calatevi nel trip di "Misfit Love". Da lì in poi sarà tutto diverso.
[DELUSIONI] ovverosia Alla larga... i soldi mangiateveli in zucchero filato e coni bigusto!:
Già sono nel cesto delle occasioni. Il nostro. Dischi deludenti, brutti, alcuni di nome, altri di grido, altri da semplice urlo del terrore.
Clap Your Hands Say Yeah, Shins, Arcade Fire, Bloc Party, Kaiser Chiefs, Calla, Client, Cocorosie, Maximo Park, Stooges, Kristin Hersh, Electric Soft Parade, Black Rebel Motorcycle Club, Patti Smith, Marc Almond, Alan Vega, Clientele, Editors, Interpol, Chris Cornell, Tom Morello, Omar Rodriguez, Stereo Total, Marilyn Manson, In The Nursery, Bad Religion.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
|