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Maximo Park
Our Earthly Pleasures
2007
Warp Records
di Niahm <
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A due anni di distanza dal primo album A Certain Trigger, e con alle spalle una raccolta di inediti e un dvd dal vivo, i Maximo Park ritornano con Our Earthly Pleasures e si riconfermano come una band estremamente interessante, a cui la definizione “britpop” va infinitamente stretta. Sono sempre loro, con lo stesso sound frenetico ed accattivante che li caratterizza così tipicamente, ma con una evidente accresciuta consapevolezza, che si riflette principalmente in una attentissima cura dei brani, tanto negli arrangiamenti quanto nella ricerca della linea melodica. Ancora più di prima i frequenti cambi di tempo e le dissonanze li possono rendere ostici ad un primo superficiale ascolto, ma attenzione, perché superato l’impatto e scavalcato il muro, potrebbero arrivare a causare forte dipendenza! A fronte di una strumentazione minimale ma estremamente ben gestita e ricercata, la vera forza di questa band di Newcastle è nella linea vocale, interpretata magistralmente dal cantante Paul Smith, capace di creare e rinnovare costantemente melodie non solo originali ma anche capaci di toccare nel profondo, giostrando abilmente tra variazioni di strofe, ponti, ritornelli e aperture che spesso sorprendono. Parisian Skies forse ne è l’esempio più lampante, presentandoci una lirica che si lascia accompagnare da un tappeto di tastiere e chitarre fino ad attraversare l’intero brano, coinvolgendo sempre di più. Degna di nota è sicuramente anche la melodia accattivante di Books From Boxes (scelto come secondo singolo, uscito l’11 giugno in Inghilterra), di cui esiste una toccante versione acustica in regalo in formato download con l’acquisto del cd singolo e del 7” relativi. Russian Literature spicca per la capacità di trascinare, mentre Our Velocity, il brano che ha anticipato l’uscita dell’album, si caratterizza per una maggiore presenza elettronica e finisce per catturare soprattutto con il ritornello. Nel complesso siamo di fronte ad un album ottimamente prodotto, molto omogeneo pur riuscendo sempre a rinnovarsi e a reinventarsi in un’infinità di variazioni sul tema, che risulta piacevole ad un ascolto superficiale ma che sa offrire molto di più quando lo si conosce meglio e gli si presta l’attenzione che merita. Li aspettiamo dal vivo all’Independent Days Festival di Bologna il 2 settembre.
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18/06/2007 -
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