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Ecco per voi il nuovo album di una punk rock band danese, i President Fetch, un gruppo forse sconosciuto qui da noi ma che a Copenaghen e dintorni è diventato davvero un’istituzione per i giovani outcast, malintenzionati e ribelli. La band esiste da venti anni, ma questo è soltanto il loro terzo album, questo perché Molle, il vocalist, Per e Jens, i due chitarristi, Anderz, il bassista e Carsten, batteria, hanno sempre privilegiato i loro live act, devastanti ed infernali, piuttosto che la noia delle registrazioni in studio. Anzi, a raccontarvela proprio tutta, questo nuovo cd segue di ben quattordici anni il secondo, e questo senza che i President Fetch abbiano attraversato periodi di crisi o quant’altro. Niente di tutto questo, è che dal vivo loro sono fra le migliori punk rock band al mondo e che preferiscono rovesciare le loro budella infiammate e roventi sul pubblico che affolla i vari Festival del Nord Europa! Con il passare del tempo Molle e compagni di avventura sono anche migliorati sul piano squisitamente tecnico e compositivo, e questo “Cruel Beasts” ne fornisce ampia dimostrazione! Si parte a velocità folle con “Victimized”, un brano che vede le chitarre elettriche sempre in primo piano sparare a raffica su qualsiasi residuo armonico. “Super Heroine Blonde” e “Phenemal Liberation” sono invece delle punk rock song debordanti e sguaiate, seguite dalle urla scellerate di “Give Blood, Celine” ispirata probabilmente dai testi del famoso scrittore francese, noir e decadente. “Gestalt” si lascia apprezzare per un groove micidiale che convoglia potenza ed energia. La cover version di “Kick Out The Jams” è invece un tributo ai maestri, agli MC5 di Wayne Kramer e di Fred Sonic Smith, che furono alla fine degli anni Sessanta la prima hard rock band di Detroit. “Comel” contiene un miscuglio letale di punk e di hard rock, eseguite con uno stile che ricorda molto certe cose dei Motorhead, mentre “Bar”, “Primo’s Number” e soprattutto la bellissima “Dancing With The Blue-Eyed One” sono delle canzoni malevoli, basate su una ritmica incandescente e serrata. “Pour The Liqueur”, “Neo Fetch” e “Sometimes You’re Making It Hard For Yourself” si caratterizzano per il semplice fatto che non concedono pause al frastuono, al contrario accelerano, ogni volta di più, con quei riff delle chitarre elettriche che si sovrappongono al picchiare della batteria e con una vocalità disperata e forte che cerca di imporsi ad entrambi!!! Brani a dir poco fulminanti, l’impatto emotivo è fortissimo, da delirio assoluto, il divertimento, ve lo garantiamo, è assicurato!!!
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