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Quante anime ha Neil Young? Di certo sono due. Quella hard rock, capace di elevarlo un decennio fa a padrino del grunge, e quella più acustica, con la quale il loner canadese dipinge bozzetti tristi e sconsolati, in questo caso fucina di generazioni di cantautori. Non è un caso allora che per inaugurare, dopo decenni di spasmodica attesa per i fan di tutto il mondo, la pubblicazione dei suoi Archives (o perlomeno il primo volume, con gli anni dal ’63 al ’72) Young abbia scelto due concerti inediti che rappresentassero a pieno questa doppia attitudine del songwriter. Il primo è stato, come molti sapranno, il Live At Fillmore East del 1970 che testimonia un’eccellente performance elettrica, poco dopo l’uscita di Everybody Knows This Is Nowhere, insieme alla band di mille battaglie, gli straordinari Crazy Horse di Danny Whitten. Album ottimo, ma che non ha mancato di far storcere il naso ai più per il numero limitato di brani presenti (nonostante alcuni di questi fossero degli inediti assoluti anche all’epoca del concerto). Per chi considerava questo un problema, allora potrà ritenersi soddisfatto da ciò che propone invece questo Live At Massey Hall, cioè un intero concerto acustico (e il pianoforte in alcuni brani) tratto dai due show tenuti nel locale di Toronto nel 1971. Neil Young arrivò a questo concerto dopo un biennio di soddisfazioni straordinarie, sia da solista (con il capolavoro After The Gold Rush) e soprattutto insieme a Crosby, Stills & Nash con i quali tirò fuori un disco (Deja Vu) e un tour di grandissimo successo. Non a caso quindi, arrivato nel suo paese natale fu acclamato al pari di un eroe nazionale; e tutto questo entusiasmo è testimoniato dagli applausi scroscianti udibili nel cd.
Ma il Massey Hall non è solo questo naturalmente. Young aveva già pronte la maggior parte delle canzoni che poi sarebbero confluite nel suo album di maggiore successo, il leggendario Harvest, e quindi incominciava a provarle già dal vivo senza ancora avere idea di come e quando pubblicarle. Quindi i fortunati spettatori ebbero la fortuna di ascoltare in anteprima canzoni come “Old Man”, “A Man Needs A Maid / Heart Of Gold” (suite che nella prima parte vedeva una versione senza gli orpelli orchestrali che avrebbero poi appesantito eccessivamente la canzone nell’album, e una veloce ed inedita rivisitazione pianistica della futura hit Heart Of Gold) e l’inno anti-eroina “The Needle And The Damage Done” che ascoltarle così fanno un certo effetto. In una performance strepitosa sia a livello sonoro che di interpretazione meritano poi di essere citate ”Journey Through The Past”, “Love In Mind”, “Bad Fog Of Loneliness”, “See The Sky About The Rain” e “Dance Dance Dance” (quest’ultima regalata ai Crazy Horse per il loro album omonimo di quello stesso anno) che rimasero in un modo o nell’altro inedite per parecchio tempo. Neil Young e David Briggs, il suo produttore “storico”, invero presero in considerazione la possibilità di pubblicare questo live già all’epoca, ma poi non se ne fece nulla perché il songwriter era concentrato nella realizzazione di Harvest. In fin dei conti la storia gli ha comunque dato ragione, se l’album del ’73 divenne un numero 1 e se oggi possiamo comunque godere di questo concerto.
Infine, di grande interesse per i più appassionati è la versione deluxe di questa uscita che presenta in più un Dvd con tantissimi inserti extra multimediali (che rappresentano un po’ l’obiettivo principale di questa opera younghiana) con foto inedite e recensioni della stampa dell’epoca, manoscritti dei testi, e alcuni video dal Johnny Cash Tv Show e dalla televisione olandese, il tutto condito da una grafica molto accattivante. Ma il piatto forte è certamente il filmato completo del concerto del Massey Hall inframezzato da spezzoni del film di Van Der Linden (un documentario girato all’interno del ranch che Young aveva da poco acquistato in quel periodo). Tutto molto bello ed interessante, anche se gli esperti sono pronti a giurare che si tratti di un falso storico, essendo i filmati in realtà relativi ad un concerto filmato a Stratford, ovviamente in una data diversa. Tutto ciò in ogni caso non va ad intaccare il valore assoluto (quanto più che altro, ed in piccola parte, quello “storico”) di questa uscita, la quale verrà seguita dopo l’estate dal cofanetto del primo volume degli Archives, contenente ben 8 cd, 2 dvd e un book di 150 pagine pieno di roba inedita o rara.
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