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Teresa De Sio
Sacco e Fuoco
2007
Edel
di Enrico De Turris
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A due anni di distanza dal precedente “A Sud! A Sud!” e dallo spettacolo e poi film “Craj”, dove veniva celebrata la tradizione musicale pugliese con cui tutti i cantanti popolari italiani hanno un debito, esce il nuovo disco della più celebre cantautrice partenopea. Un disco vero ed attuale di “Neofolk Combattente” come è stato già definito dalla stampa: un lavoro coraggioso che affronta temi importanti per la nostra nazione e per il meridione in particolare. Vengono chiamate in causa figure forti come la “Madonna d’a Munnezza” per rievocare il problema dei rifiuti nel napoletano in “Amèn” o le “male paranze” della camorra; o in “A Figlia d’o Rre” dove chiara è la denuncia delle prepotenze perpretate contro i più deboli sia dal potere costituito che da quello “autocostituitosi”. Così dall’amarezza e dall’impotenza nel far cambiare le cose nonostante le denunce prende vita "Ukellelle" (cantata in napoletano e malgascio, dialetto usato nel Madagascar) dove un uomo affranto dalle brutalità della vita cerca di allontanarsene prendendo il largo con la sua barca, trovando invece solamente relitti di clandestini che mai hanno raggiunto la riva e così capisce che i drammi vanno affrontati e non sfuggiti. Undici brani non tutti in napoletano come il singolo “Non Tengo Paura” dal titolo più chiaro di qualsiasi testo... soprattutto per chi non ha intenzione di arrendersi. Tra i brani troviamo “Tambureddu”, cover della prima pizzica “commerciale” (o “d’autore” come la definiscono i più raffinati) cantata a suo tempo da Domenico Modugno e “Vulesse Addeventare”, rivisitazione di una canzone della tradizione popolare campana. Contaminazioni tra Giamaica, napoletano, Africa, rendono piacevolmente on the road un lavoro ad ampio respiro che diventa alle nostre orecchie assetate, un’oasi nell’arido deserto della musica nostrana. Un disco con punte “quasi rock”, non solo impegnato socialmente ma soprattutto bello da sentirsi, dove mandolini, chitarre, violini e tammorra si fondono in un unicum moderno che seppur mantenendo inalterata la tradizione musicale italiana, apre orizzonti sonori fino ad ora non esplorati dai suoi esimi colleghi, troppo presi dal rispettare regole editoriali e compositive che impongono dettami invalicabili per poter sfornare dischi pessimi ma facili da vendere.
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09/06/2007 -
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