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Siamo in piena operazione di recupero della musica americana tradizionale, passata in rassegna nei minimi dettagli, dal folk blues al country western fino al rock and roll, grazie all’ottimo lavoro di Stephen Fearing, Colin Linden e Tom Wilson, in arte Blackie And the Rodeo Kings. La band si era già fatta apprezzare in precedenza per album come “Bark”, “Kings Of Love” e l’eccellente “Let’s Frolic”, di cui questo disco è, in pratica, il seguito. Sembra infatti che i brani inclusi in questo “Again” siano frutto della stessa registrazione del “Let’s Frolic” originario, con la sola differenza che quelle canzoni erano state registrate di giorno, queste invece di notte... E, a dire il vero, si avverte quella atmosfera piacevolmente notturna, da chitarre banjo che risuonano accanto ad un fuoco acceso all’aria aperta sotto un cielo stellato. “Better Off Alive” e “Sometimes It Comes So Easy” sono delle country ballad di pregevole fattura, mentre appaiono quanto mai evidenti i residui blues di “Poison” e di “Night's Black Bride”. “There’s No One Like You After All“ è una love song bellissima, un pezzo in perfetto stile Willy De Ville, una canzone che fa venire i brividi, e che suona bene accanto a “Old Hotel” e a “Down By The Henry Moore”, due slow ballad davvero piacevoli. “How Long”, “Take Cathy Dancing” e “Don’t Blame Your Blues On Me” sono delle ballate elettriche gustose e con un’impronta molto rock and roll, ma il vero piccolo capolavoro del disco è “Something’s On My Mind”, una power ballad acustica molto ritmata e felicemente ispirata, un brano che attinge a piene mani dal passato ma che suona incredibilmente fresco e moderno. Fra le collaborazioni importanti, vi segnaliamo quella di Richard Bell al piano, di Gary Graig, alla batteria, e di John Dimond al basso, tutti musicisti che si sono uniti agli amici Blackie and the Rodeo Kings per queste “night sessions” genuine e davvero speciali. Da ascoltare.
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