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Ascoltando le prime note di Eight Miles High si ha la sensazione di viaggiare indietro nel tempo, indietro fino alle magnifiche summer of love di metà anni ’60 dove le squillanti e intrecciate chitarre “jingle-jangle” dei Byrds accompagnavano gli ideali di una generazione in gran fermento artistico-politico-sociale. E questo cofanetto che si chiama non a caso “Voyage”, curato e compilato da Graham Nash e Joel Barnstein (collaboratori, in un modo o in un altro, di una vita) ha proprio il compito meta-temporale di fare un po’ di ordine nella lunga e controversa carriera di uno dei personaggi più importanti di quel periodo storico: David Crosby. Crosby, il quale è stato definito in molti modi, tra cui “Re Mida del rock” non si è certamente fermato all’esperienza con i Byrds, ma anche insieme a Stephen Stills, Graham Nash e Neil Young (tutti insieme nel supergruppo CSNY o con collaborazioni episodiche) ha incarnato lo spirito “on the road” e pacifista delle generazioni West Coast e del mondo intero alla ricerca di un futuro utopico e migliore, salvo poi cadere come tanti altri nel suo ambiente, in un tunnel oscuro fatto di alcool e droghe dal quale sarà capace di uscire solo alla fine degli anni ’90 quando conosce un figlio ormai dimenticato (concepito in una relazione fugace all’epoca dei CSNY) James Raymond insieme al quale darà una nuova sterzata alla sua vita rimettendosi musicalmente di nuovo in gioco. Ed ecco allora che questi 3 cd provano a tratteggiare questa parabola che tra i suoi alti e bassi, è stata sicuramente meravigliosa. Il primo di questi dischi ripercorre il periodo d’oro del songwriter, il decennio 1966-1976. Sono gli anni di Guinnevere e Long Time Gone, di Almost Cut My Hair e delle collaborazioni con Nash (e le splendide Critical Mass e Bittersweet) ma soprattutto quelli del grande capolavoro solista If I Could Remember Only My Name che chiudeva simbolicamente quello straordinario periodo, e per il quale Crosby chiamò a raccolta la créme dei musicisti della West Coast come ad esempio Neil Young, Graham Nash, Joni Mitchell e praticamente i Jefferson Airplane e i Grateful Dead al completo, e che viene rappresentato in questa raccolta da una manciata di brani spettacolari e che meritano di essere citati tutti, Tamalpais High (At About 3), Music Is Love, Laughing (la più bella canzone mai scritta da Crosby, e una delle più belle del rock, che si avvale della sognante steel guitar di Jerry Garcia), Song With No Words e What Are Their Names. Il secondo cd raccoglie i migliori pezzi del periodo ’97-2004, e dimostra ampiamente il disavanzo tra il periodo d’oro del songwriter americano e quello successivo a tutte le sue disavventure fisiche e non. Si tratta di canzoni sofferte, ancora più malinconiche se possibile scritte di nuovo per i riformati CSNY ed infine per i CPR (il gruppo che ha con il figlio Raymond) ma che mostrano una ispirazione molto precaria e sfocata e assolutamente lontana dai fasti passati. Nonostante ciò, qualche perla la si può trovare anche qui, come In My Dreams, Tracks In The Dust e Hero (scritta insieme a Phil Collins, un’altra delle sterminate e prestigiose collaborazioni che hanno caratterizzato la carriera di David Crosby, tra le quali ricordiamo ultimamente quella con David Gilmour). Il piatto forte del cofanetto, più che altro per i fan di lunga data o per i completisti, è però il terzo cd che contiene una lunga serie di demo e registrazioni inedite, in studio e live, da leccarsi letteralmente i baffi (i baffoni nel caso del songwriter). Segnaliamo le prime e rudimentali versioni di Long Time Gone, Almost Cut My Hair (completamente differente da quella poi edita ufficialmente su “Deja Vu” di CSNY) Triad (splendida e famosa per essere stata rifiutata dai Byrds perché parlava di un ménage a trois e che fu poi regalata ai Jefferson Airplane) e Kids And Dogs, che è un inedito proveniente dalle session di If I Could Only Remember My Name registrata insieme a Garcia.
In conclusione si tratta di un cofanetto, costoso c’è da dirlo, che probabilmente può interessare solo i fan o comunque gli appassionati della musica di quel periodo adesso un po’ troppo lontano. Ma sono in ogni caso canzoni splendide che meritano di essere ascoltate e riascoltate al di là di tutto.
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