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Premessa dovuta: chi pensa che Club Dogo voglia dire solo Mi Fist e già considerava Penna Capitale come uno scivolone rispetto a quel disco non riuscirà ad apprezzare neanche Vile Denaro; per costoro ciò non dovrebbe comunque costituire un dramma: hanno sempre Mi Fist e possono ascoltarselo all’infinito senza problemi... nessuno può obbligare nessuno ad ascoltare qualcosa. Per tutti gli altri la terza portata del banchetto discografico del Dogo è servita; debutto major di un gruppo cult dell’underground... panico sicuro tra i fan... diciamo subito che si tratta della continuazione del percorso che il gruppo ha sempre seguito: il contratto con la Virgin ha portato solo una scritta diversa sul retro del disco ed una promozione maggiore. Vile Denaro è un disco storicamente molto importante per la scena Hip Hop italiana: è il primo disco major che riesce a trasportare l’estetica ed i contenuti underground ad un livello mainstream senza perdere un briciolo di credibilità street... una piccola ma importante rivoluzione. Sia chiaro che il Dogo è ad un nuovo stadio di evoluzione: non aspettatevi né Mi Fist né Penna Capitale ma qualcosa di diverso che, come tale, piacerà più ad alcuni e meno ad altri... è normale. Con Vile Denaro Don Joe passa ad esaminare le sonorità degli anni ’90 ed in parte anche 2000 (Mi Fist invece attingeva ai ’70 mentre Penna Capitale agli ’80): inutile dire che è inevitabile un inasprimento dei suoni ed un uso maggiore dei synth; altrettanto inutile sottolineare come la sua prova si confermi ad altissimi livelli e strappi, come sempre, applausi ed ammirazione. Le novità maggiori si riscontrano nel rap: il Guercio e La Furia si presentano con stili che cercano di andare oltre il virtuosismo in velocità ed i tricks fini a sé stessi; le metriche tendono spesso a dilatarsi ed il flow, a volte, a rallentare; è, chiaramente, una nuova strada che hanno deciso di percorrere e bisogna dire che ci vogliono un po’ di tempo ed un po’ di ascolti per “digerire” i cambiamenti. Jake si conferma in ogni caso un punchliner massiccio e devastante ed il suo carisma non è una novità per nessuno…ascoltarlo “spaccare” su Vile Denaro è esaltante…da applausi! Guè è più poetico e tende maggiormente ad esprimersi attraverso immagini in sequenza per creare le atmosfere che vuole comunicare all’ascoltatore: è meno potente del compare ma è spesso molto profondo e osa un po’ di più come metriche e libertà del flow. Le liriche sono davvero ottime e nascondono significati molteplici anche quando sembrano “leggere”: Vile Denaro va ascoltato molto bene, è un disco molto pessimista e disilluso e non va assolutamente tacciato di superficialità dopo il primo ascolto…è un disco tutt’altro che superficiale, anzi! Incubo Italiano, La Verità, M-I Bastard, Spaghetti Western, Confessioni Di Una Banconota, e Dolce Paranoia sono pezzi molto drammatici e davvero pregni di contenuti e di riflessioni profonde su vita, società, politica e quant’altro…tutto sta nell’ascoltare bene i testi, sempre…non lasciate che sia il vostro orecchio a farsi influenzare dal fatto che il disco esca per una major. Anche pezzi musicalmente più morbidi come Tornerò Da Re, Ora Che Ci Penso e La Chiave hanno testi molto scuri e sofferti; La Chiave, ad esempio, è un pezzo all’apparenza molto leggero e spensierato ma in realtà parla della ricerca di qualcosa che aiuti a soffocare la realtà per poterne avere un po’ di sollievo; i due mc propongono qui due soluzioni diverse: la musica Jake, la droga Guè. La tensione si stempera un po’ in pezzi meno impegnati come Giovane E Pazzo (non esattamente light) e Mi Hanno Detto Che… (molto meno innocua di quel che sembra) anche se lo sguardo amaro è sempre dietro l’angolo; C.D., Dogozilla e Puro Bogotà sono invece tracce dedicate ad argomenti meno pesanti. Ottimi i featuring di Vincenzo, Marracash (che comincia a fare davvero paura!), Daniele Vit, Stylophonic e Roba&Zenina. In C.D. rappa anche Don Joe che, come lui stesso sa benissimo, non è un mostro di tecnica ma ha carisma e classe da vendere ed in ogni caso fa piacere sentirlo una volta tanto, specie se in un pezzo dedicato al proprio gruppo. Vile Denaro è un gran disco che in molti faranno fatica a capire. Poco male: anche chi scrive ci ha messo il suo tempo. Assieme ad Anima E Ghiaccio del Colle è il secondo lavoro imprescindibile di questo 2007 in Italia; il primo di sempre per una major. Ascoltatelo bene...è un disco epocale, nel senso letterale della parola.
“Stanza squallor, Guernica, una pasticca per amica/ Sudo ghiaccio, non mi piaccio, madre, dio, autopsia/ Guarda dentro cosa trovi?/ Malacarne, merda e rovi/ E mi dispiace ma/ non sempre riesci quando provi”
[ritornello di Dolce Paranoia da Vile Denaro, Club Dogo, 2007]
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