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Si sa come vanno le reunion dei gruppi storici: di solito si mettono da parte i rancori e le frizioni tra i leaders della band in questione e si ritorna insieme per un tour mondiale con conseguente dvd e nuovo album in studio. E il più delle volte il risultato di questa operazione non raggiunge mai la sufficienza, lasciando spesso in bocca il sapore dell’operazione commerciale fine a se stessa (cioè il dio denaro). Ma per fortuna esistono anche le eccezioni, ed il caso, qui in esame, dei Dinosaur Jr. lo mette ben in evidenza. Sia ben chiaro, anche stavolta il procedimento è lo stesso di tutte le reunion: c’è il tour mondiale, l’album di cui parliamo e presto arriverà nei negozi anche un dvd live; ma in questo caso la qualità del lavoro è decisamente soddisfacente, probabilmente per una serie di motivi che è il caso di analizzare. Come sappiamo, dopo i tre capolavori dell’indie rock che J Mascis, Lou Barlow e Murph hanno dato alle stampe dal 1985 al 1988 (Dinosaur, You’re Living All Over Me e Bug) le loro strade si sono divise, probabilmente perché Barlow vedeva le sue capacità compositive ed artistiche offuscate dalla dittatura che Mascis aveva imposto alla band (solita storia eh?). Da una parte Lou ha intrapreso una nuova carriera creando i Sebadoh, gruppo che raggiunse un notevole successo nell’ambiente underground; dall’altro invece Mascis, prima da solo e poi in compagnia di Murph, ha tenuto in vita il marchio Dinosaur Jr producendo una serie di dischi dalla qualità altalenante (Green Mind e Where You Been ottimi, Without A Sound e Hand It Over non all’altezza) e realizzando anche un paio di album carini ed apprezzati da solista.
Tutto ciò fino al 2005, quando per motivi ancora non precisati J e Lou hanno deciso di deporre le asce di guerra e ritornare insieme dopo 16 anni di astio; si sono imbarcati in un lungo tour mondiale (che in qualche data ha toccato anche il suolo italico) che è servito ai tre ragazzi per riprendere il discorso lasciato interrotto e ritrovare la compattezza del loro sound. Se a questo si aggiunge il fatto che Barlow è ormai diventato musicista ed autore completo ed esperto allora è comprensibile il perché questa volta la reunion può essere considerata riuscita.
Questo Beyond, figlio di questa pace ed anticipato dal bel video di “Been There All The Time” (primo singolo estratto, ma decisamente non il pezzo migliore del disco) diretto da Matt Dillon, si presenta con un sound duro, lineare ma efficace: i riff non si sprecano, la sezione ritmica è possente e precisa, Mascis affonda degli assoli affilati come rasoi mostrando anche di aver affinato la sua già ottima tecnica e poi ci sono le canzoni, che pur non essendo strutturalmente troppo complesse (mentre in passato non sempre era così) sono accattivanti e presentano bei ritornelli che restano in testa. Essendo un album molto solido, ciò permette di non ridurre tutto ad una lista commentata. Possiamo dire da adesso che si tratta di un album che supera abbondantemente la sufficienza e che soddisferà sicuramente i fans del gruppo del Massachusetts ma anche l’ascoltatore occasionale di rock. Quindi fatta tale premessa possiamo citare quali sono i brani migliori, e cioè “Crumble” che riporta alla mente diverse cose di Where You Been, poi “Pick Me Up” con un travolgente e lungo assolo finale, e ancora “Back To Your Heart” che è l’apice, il capolavoro del disco e che a sorpresa porta la firma di Lou Barlow (che si prende anche cura di cantarla, come faceva ai bei tempi con l’intramontabile "Forget The Swan"), infine segnaliamo gli unici momenti più rilassati e semi-acustici “We’re Not Alone” e “I Got Lost”.
Insomma i Dinosaur Jr forse non sono più un gruppo innovativo, e forse non si evolveranno verso nuove direzioni (ma questo non ci è dato saperlo con certezza) ma sicuramente hanno ancora molto da dire, sopratutto alle nuove leve. Menzione speciale, infine, per la stupenda copertina.
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