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Mark Eitzel
The Ugly American
2003
The Ugly American
di Fredo Cane
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Ormai è appurato: lo stimatissimo ex-leader degli American Music Club tra l’85 e il ’94, e in seguito artefice di avvincenti album solisti, il “Leonard Cohen della X Generation”, maestro della canzone intimista, insomma, Mark Eitzel, non sa più che pesci prendere. Ce lo aveva fatto sospettare l’inedito approccio elettronico, nell’ardito ma ancora a tratti brillante “The Invisible Man” (2001); ce lo aveva confermato quell’album interamente composto di covers, “Music for Courage and Confidence” (2002), che si portava appresso il “peccato originale” di una astrusa versione della “Do You Really Want To Hurt Me” di boygeorgiana memoria. E oggi, eccoci qui a commentare questo “Ugly American”, risultato di un invito in Grecia da parte del (pare) rinomato (laggiù) compositore e produttore Manolis Famellos. Un intero CD (che inizialmente doveva essere solo un EP) in cui Eitzel non fa altro che rivisitare alcuni dei migliori brani della sua carriera, massacrandoli con un inusitato uso di bouzouki e altri strumenti greci tradizionali, nonché partiture orchestrali barocche che poco si confanno all’originario spirito minimale delle canzoni suddette. Dopo che capolavori di un non troppo lontano passato come "Last Harbour", "Jenny" e "Western Sky" subiscono senza pietà il “trattamento greco”, Eitzel trova anche il tempo e il modo di realizzare l’ennesima dimenticabile cover, stavolta dello stesso Famellos ("Love’s Humming (Black Love)"). Agli inveterati ammiratori dell’Eitzel che fu, rimane il gusto (amaro) di una canzone originale, “What Good Is Love”, talmente al di sotto dello standard abituale da portarci a pensare che la musa lo abbia definitivamente abbandonato. E’ qui che, presi dal dubbio di esserci sbagliati sulla reale consistenza dell’Autore, andiamo a ripescare dal fondo del nostro porta-CD alcune vecchie copie di “Engine”, di “Mercury” e di “Songs Of Love Live”. Capolavori assoluti. Perle di songwriting intimista, che ci aiuteranno ad ingannare il tempo, in attesa del prossimo, “vero” disco di Mark Eitzel, cantautore e poeta americano tra i più grandi della fine del secolo ventesimo.
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10/02/2003 -
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