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Beenie Man
Undisputed
2007
Virgin
di Enrico De Turris
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Fuor di dubbio, Beenie Man si presenta come il boss delle dancehall. Sono anni ormai che semina hit su hit, 7 pollici su 7 pollici bruciati in ogni serata, ed anche quando il gusto si massifica, riesce a portare in scena sempre ottimi prodotti. Il piccolo uomo (“beenie” in patois significa “piccolo”) è sempre all’avanguardia cavalcando l’onda della soca che fuori dai ghetti jamaicana e londinesi ormai vanta molti esegeti, affascinati dalle potenti basi simili all’hip hop, che hanno dato al proprio I-pod una virata caraibica made in USA. Il risultato è ovviamente di grande rispetto ma l’appiattimento comune verso un genere che non ha nulla di più da offrire se non bassi potenti e rime urlate, non dovrebbe coinvolgere artisti del suo calibro se non in sporadiche eccezioni. La dimostrazione che roba siffatta non ha futuro ma solo consumo immediato l’avremo fra qualche anno, e come non si sente più parlare di Sean Paul, così brani con poco spessore non andranno mai oltre la serata alcolica delle dancehall, figuriamoci album interi. Inutile raccontarvi del disco perché fra canzoni più o meno gradevoli è in tutto e per tutto simile all’ultimo album di Buju Banton che è simile a quelli di tutte le nuove leve o quasi, mostrando una frattura netta all’interno della cultura musicale giamaicana tra chi spinge verso un’innovazione USA, massificata e volgare e chi porta avanti la tradizione seppur cambiandola. La differenza è netta e ce ne dà un ottimo esempio questo lavoro negli unici due brani suonati da musicisti e non da macchine elettroniche: Undisputed (con il campione della vecchia e famosa Dangerous di Conroy Smith ) in apertura e My Woman in chiusura. Due brani che non hanno nulla a che fare con l’intero disco. Grazie Beenie Man per averci reso consapevoli che avresti potuto fare un bell'album roots ed invece ci propini un intero cd che forse sentiremo per intero una volta soltanto ma che ci illustra ampiamente la crasi che divide le dancehall caraibiche in questi ultimi anni. Un lavoro ad ogni modo tiratissimo in cui il nostro non si risparmia minimamente: sentire “Come Again” per credere. Se amate il vecchio Beenie Man raggamaffone, lasciate perdere; se siete fissati con ritmiche spacca cervella e spacca cronometro allora acquistatelo ad “orecchie chiuse”.
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17/05/2007 -
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