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Zwan
Mary Star Of The Sea
2003
Warner Bros
di Claudio Biffi
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Incontrando circa tre anni fa Billy Corgan la mattina prima del suo concerto a Roma che precedeva quello finale di Chicago in cui gli Smashing Pumpkins celebravano la loro fine artistica, ho avuto l’impressione di parlare con una persona molto serena e convinta di cosa voler fare ancora nel mondo della musica, ma con l’idea di staccare un po’ la spina e di dedicarsi ad altre cose ugualmente importanti per la crescita culturale personale. Corgan è un personaggio indubbiamente carismatico e introverso ma che non ha perso il senso della realtà che lo circonda e sa che non avrebbe potuto stare al di fuori dello show business per troppo tempo, quindi si è dato una scadenza e ricominciando da “zero” assieme al suo vecchio compagno e batterista Jimmy Chamberlain ha radunato tre indie rockers di Chicago, Dave Pajo alla chitarra (ex Slint e Tortoise), Matt Sweeney altra chitarra (ex Skunk) e Paz Lenchantin al basso (ex A Perfect Circe) e dopo due anni di lavoro e diverse esibizioni live in piccoli club ha tirato fuori dal cilindro “Mary Star Of The Sea”. Istintivamente al primo ascolto verrebbe da dire: ma che cosa è cambiato dai vecchi Pumpkins? La domanda è lecita perché il timbro vocale del buon Billy caratterizza qualsiasi canzone e riporta indietro ad un passato fin troppo recente, ma “Mary Star of The Sea” è un disco che va “somatizzato” per apprezzarlo veramente perché è un manifesto religioso positivo che il “santone” Corgan ha voluto a dispetto delle banalità proposte dagli hit da classifica. L’apporto degli altri musicisti si fa sentire sia dal punto di vista musicale che vocale e questo caratterizza gli Zwan che non è una one man band ma un buon gruppo indie rock. Le canzoni sono un trionfo del glam rock ma anche del pop baccanale degli Smiths o del progressive alla “Mellon Collie …” (sentire i 14 minuti di “Jesus I/Mary Star Of The Sea”) ma quello che emerge è la perfetta simbiosi tra le chitarre rock e la voce di Billy Corgan come in “Ride A Black Swan”, “Lyric” e “Settle Down”. Il singolo “Honestly” è in perfetto stile indie rock anni ’80 e le altre ballad “Heartsong” e “Come With Me”, danno una sensazione di sogni e immagini positive che distanziano gli Zwan dalle ultime esperienze dark e macchinose degli Smashing Pumpkins. Come al solito il disco scontenterà i nostalgici ma apre una nuova stagione per l’ormai maturo Corgan che fortunatamente è tornato a combattere in prima linea.
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06/02/2003 -
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