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Ghostface Killah
More Fish
2006
Def Jam
di Michele Cavagna
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Dev’essere avvilente per gli altri componenti del Wu-Tang Clan prendere atto che Ghostface Killah se ne esca, solo nove mesi dopo l’ottimo Fishcale, con l’ottimo More Fish: non si capisce dove trovi le energie per mantenersi a livelli che i compari di clan si sognano ormai da anni. Qui però Ghostface non è solo: gran parte delle tracce vede la partecipazione della Theodore Unit, crew a lui molto vicina e composta da Sun God (suo figlio!!), Trife Da God e Shawn Wigs; partecipano anche altri artisti tra cui si segnalano Redman, Cappadonna ed Eamon. Il protagonista assoluto comunque rimane Ghostface che non sbaglia un colpo e caratterizza con le sue ormai laggendarie skills l’intero lavoro: More Fish si muove in territori Hip Hop-Soul di ottima fattura grazie alle produzioni di gente come Madlib (il meno ispirato con Block Rock), MF Doom e Hi-Tek oltre che di personaggi meno conosciuti quali Anthony Acid, Fantom Of The Beats, Lewis Parker, Mark Ronson, K. Slack e lo stesso Ghostface che fanno tutti un buonissimo lavoro con strumentali ricche di soluzioni interessanti e samples da intenditori. Il rapper del Wu-Tang è come al solito strabordante ed inappuntabile al microfono ma bisogna dargli atto anche che pochi sanno scegliere le basi per i propri dischi come lui: citiamo per brevità solo Ghost Is Back che è puro fuoco su cui il nostro rappa come una mitragliatrice, Guns N’ Razors con un’ottima base epico-cinematografica, il Soul sofferente di Street Opera, l’ottima e caracollante Greedy Bitches con Redman, il Soul-hardcore di Josephine e di You Know I’m No Good, la tesa e drammatica Blue Armor... ci si deve fermare perchè non ha senso citare tutte le tracce! More Fish compie il miracolo di tenersi ai livelli di Fishscale e conferma Ghostface Killah come l’artista più valido e continuo tra quelli fuoriusciti dal Wu-Tang Clan. Gran bel disco davvero ed ottimo esempio di come nell’Hip Hop si possa usare Soul a tonnellate senza provocare fuoriuscite di melassa e, anzi, creando un bellissimo omaggio all’anima nera che sta alla base di tutta la musica afroamericana: il tutto mantenendo una credibilità, un’integrità ed una “botta” notevoli. Giù il cappello...
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26/04/2007 -
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