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Nell’era dell’mp3, in cui siamo abituati a consumare musica in quantità industriale, è rarissimo che si resti folgorati da un nuovo gruppo fin dai primi ascolti. Però qualche volta succede (e meno male che succede ancora), e quando il fatto si verifica scatta l’urgenza di dirlo al mondo: ehi, dovete assolutamente sentire... andatevi subito a comprare... E via dicendo. L’ormai inconsueta illuminazione è scattata – e alla grande - con questo CD dei Psychic Ills, per lungo tempo rimasto sepolto da una quintalata di dischi promozionali inviatici per recensioni, poi casualmente ascoltato - e riascoltato - senza posa ormai per almeno una cinquantina di volte. Sono, i Psychic Ills, un emergente quartetto di New York City, e questo “Early Violence” è la ristampa in un unico CD dei loro due primi EP - risalenti al 2003/2004 e intitolati rispettivamente “Mental Violence I” e “Mental Violence II” - più qualche extra-track. Stilisticamente siamo dalle parti dell’art-rock dei Sonic Youth di “Daydream Nation” e della psichedelia “noisy” dei mai troppo celebrati Spacemen Three, con in più una spiccata predilezione per trame melodiche melanconiche che li fanno accostare alle band britanniche della scena anni '90 detta “shoegazing” (Ride, i primi My Bloody Valentine). La crema di questa compilation è da trovarsi nei due brani del primo EP, in cui la band era di fatto un duo composto dai soli Tom Gluibizzi e Tres Warren, dando luogo a un sound piuttosto scarno fatto di chitarre, synth e batteria elettronica. Da questa iniziale (ma non limitante: tutt’altro!) povertà di mezzi risulta quella perla che è la strumentale “Vice”, robotica e anche (se si vuole) ballabile, e che non sfigurerebbe come colonna sonora di un film di John Carpenter. Più “shoegazer” è invece “Killers” caratterizzato dalle voci eteree di Gluibizzi e Warren in rigoroso secondo piano rispetto alle psichedeliche trame delle chitarre. Con “Mental Violence II” e con l’entrata in organico di Elizabeth Hart e Brian Tamborello, il suono si fa più studiato e professionale, le melodie sono più nette e la presenza di una batteria “vera” fa sì che manchi in qualche modo l’effetto “sorpresa” dell’esordio: e tuttavia, “Diamond City”, “Days” e “4 AM” sono tre brani incantevoli che non hanno nulla da invidiare alle cose migliori proposte in passato dalle band di Thurston Moore e di Jason Pierce. Altra citazione particolare merita l’inedita “Highway Of Death”, luminescente brano ipnotico (con drum-machine) risalente al periodo iniziale della band, mentre la rara “Red Split” non desta particolari sussulti e “Diamond City Redux” è una versione alternativa del pezzo apparso su “Mental Violence II”. Successivamente, nel 2005, i Psychic Ills hanno dato alle stampe il loro primo vero album “Dins”, in cui hanno perfezionato le dinamiche maturate nei tre brani di “Mental Violence II”. Fin qui però, il meglio lo hanno dato sui quattro-cinque pezzi che vi abbiamo segnalato, e che dovete assolutamente reperire... non potete farvi mancare... eccetera eccetera. In caso, data la difficile reperibilità di “Early Violence”, andando direttamente alla fonte, ovvero alla loro etichetta The Social Registry, all’indirizzo: http://www.thesocialregistry.com/ Buona fortuna e buon ascolto!
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