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Dietro il soprannome di Dente si nascondono in realtà il talento e la musicalità artistica di Giuseppe Peveri, con i Quic agli esordi, poi chitarrista e principale compositore dei La Spina, gruppo di cui tuttora fa parte. Finora, nell’arco di dieci anni, ha prodotto due dischi e ha scritto due colonne sonore per cortometraggi, oltre ad aver effettuato molti concerti dal vivo. Questo suo disco solista è frutto delle insistenze dei discografici della Jestrai e di quanti hanno avuto modo di ascoltare le sue registrazioni “fatte in casa”, cd autoprodotti, che poi regalava in giro agli amici. Lui non pensava, lui non credeva, lui non voleva annoiare gli altri con le sue piccole cose, con i suoi sfoghi, con quello che non riusciva ad esprimere con le parole e che invece trovava forma dentro una canzone. E invece avevano ragione gli altri, gli amici, e quanti hanno creduto in lui. Dente è a dir poco un eccellente songwriter, i suoi brani sono essenziali nella forma ma si rivelano poi altamente lirici sul piano musicale e dei testi. “Canzone di Non Amore” è una ballata acustica, semplice e amara, quel “ti prego torna” ripetuto più volte, lascia presagire qualcosa di maledettamente romantico, ma il verso finisce in realtà con un ”da dove sei venuta” che chiarisce la profonda disillusione che è alla radice dei testi scritti da Giuseppe Peveri, tutti assolutamente geniali, messi in musica con gusto e passione. Anche “Baby Building" e “La Battaglia delle Bande” sono due brani acustici oltremodo gradevoli, illuminati da un modo di fare musica quasi naive, e dalla continua ricerca di una chiave melodica gradevole, ma non banale. Bellissime “DXG” e “La Fine Del Mondo”, con quegli accordi di chitarra appena accennati, deliziosi e toccanti. “Stella” e “Diecicentomille” sono delle pop ballad raffinate con una chiave ritmica importante, due brani per chitarra e voce, che conquistano subito. “Scanto di Sirene” è la ballata che contiene quel “non c’è due senza te” che intitola il disco, mentre “Chiedo” scusa, chiude l’album in una maniera delicata e poetica, una ballata semplice, leggermente stralunata ed acustica, un brano però che ti apre il cuore e che ti scoprirai ad ascoltare molte altre volte ancora. Album sorprendente, soddisfazione prolungata e garantita all’ascolto!
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