|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
The Who
The Ultimate Collection
2002
MCA/Universal
di Francesco Donadio
|
|
Ancora non ci siamo. Passano gli anni – 21, per l’esattezza, dalla pubblicazione dell’ultimo album di materiale “originale” degli Who – ma le compilation retrospettive a loro nome continuano ad essere carenti e men che soddisfacenti. Tanto per cominciare, che bisogno c’era di un doppio CD? Anche perché il CD2 raschia davvero il fondo del barile, andando a recuperare “Athena” dal pessimo “It’s Hard” e “Don't Let Go The Coat” dall’a malapena ascoltabile “Face Dances”. E anche i vari “The Real Me”, “5.15” e “Love Reign O’er Me” (da “Quadrophenia”) è meglio ascoltarli nel contesto dell’album di provenienza, invece che barbarmaente incasellati in una “collection” per ascoltatori casuali. D’accordo, “Let’s See Action”, “Join Together” e “Long Live Rock” all’epoca furono pubblicati solo come singoli, e la loro presenza può essere giustificata, ma il nostro senso critico ci dice che non rientrano nel novero dei brani indimenticabili. E se ci sono loro, allora perché non aggiungere anche “Dogs”, un (non trascendentale) singolo di fine anni 60 di difficilissima odierna reperibilità? Con il CD1 andiamo meglio, perlomeno all’inizio, ove in ordine cronologico vengono snocciolati tutti gli hits degli Who degli anni Sessanta, la maggior parte dei quali non presenti su alcun album. Da “I Can’t Explain” a “Pinball Wizard” si tratta di 15 brani che hanno fatto la storia del rock e che chiunque abbia più di 15 anni dovrebbe conoscere a memoria pena fustigazione. Allorchè (a parte “The Seeker”, presenza indispensabile per un brano uscito solo come singolo) da qui in poi i compilatori hanno deciso di allungare il brodo, inserendo inutilmente (o forse solo per sfruttare i quasi 80 minuti oggidì concessi dal formato) brani già facilmente reperibili su “Tommy”, “Live At Leeds” e “Who’s Next”. Facendo esclamare, con una sottile vena di isteria, al solitamente compassato recensore: ma non era meglio ripubblicare, magari aggiungendo quattro-cinque pezzi a mò di bonus, “Meaty Beaty Big & Bouncy”, essenziale raccolta di singoli degli Who uscita agli albori degli anni Settanta? Chi ce l’ha sa di cosa parlo, e non può che venerare quel pezzo di obsoleto ed usurato vinile che aveva una copertina straordinariamente bella. A differenza di questa “Ultimate Collection”, che dà quasi l’idea di essere un prodotto da ipermercato.
|
|
28/01/2003 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|