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Se volete farvi un’idea del viaggio che vi attende affidandovi a due piloti come Scott Stanton e Tracy Cox, abbassate lo sguardo sulla copertina del loro nuovo cd, “We Cut Loose!”. Non so se quelli di voi che hanno paura di volare potranno stare tranquilli, ma è certo che almeno un po’ si divertiranno. Un’astronave fucsia percorre un cielo verde, e forse si può immaginare che atterri senza troppa difficoltà su quella che sembra una luna viola. Una copertina che parla da sola, che annuncia un viaggio in compagnia (e infatti sono tanti i membri di questo equipaggio, tante le voci che intrattengono), colorato, che forse fa pensare un po’ agli anni ’80 e, dato anche il contesto, ad un gruppo come i Devo; un viaggio che però è anche fuori dal tempo, nello spazio dove la luce viaggia a tutt’altra velocità. Dico questo perché i Pilot Scott Tracy sono sulla scena solo dal 2001 (debuttano con “The Causey Way”), eppure il loro è un suono che ultimamente non capita spesso di incontrare; forse in ritardo di alcuni anni, il loro anacronismo è tutto positivo e fa piacere. Il viaggio a cui ci hanno invitati inizia di corsa, Run Run Run, loro sono pronti, e noi? Seguiamoli: più tardi ci sarà il tempo per qualche piccola sosta, per esempio “Under the Apple Tree”, ma giusto il tempo per riprendere fiato e comunque mai troppo. Nel complesso ci si sfogherà abbastanza, a volte la tristezza busserà alla porta, ma in altre si potrà semplicemente essere poco seri, anche allegri. Istanze punk delle più pure aleggiano su sintetizzatori e sposano questa “elettronica wave”, che può far parlare di synth pop. Basta però non scordare il punk, che rimane il filo conduttore. Se qualcuno poi dovesse nutrire dubbi sull’effetto dell’alternarsi o incrociarsi di voce maschile e femminile, pensi ai Sonic Youth o ai Pixies: nella loro diversità, a mio parere, i Pilot Scott Tracy ne hanno colto l’insegnamento. “We Cut Loose!” insomma è un disco da percorrere d’un fiato, nuovo, anche se forse non troppo, sicuramente piacevole, una piccola scoperta in questo panorama. Direi a questo punto di iniziare il conto alla rovescia.
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