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Dejligt
Feed The Dog
2007
Matteite Records/Venus
di Claudio Biffi
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La nascita di un etichetta discografica nasce spesso per l’esigenza di promuovere un idea un pò fuori dagli schemi tradizionali ed è a tutti gli effetti rischiosa ma a volte dà anche buoni risultati. L’esordio di Dejligt (nome della band), progetto musicale di Matteo Dainese (già con gli Ulan Bator ed altri svariati gruppi) supportato da Enrico Molteni (Tre allegri ragazzi morti) va proprio in questa direzione. “Feed The Dog” è il titolo del disco e ci sono voluti due anni di sperimentazione e ricerca per dare un corpo alla continua evoluzione di un qualcosa di multiforme ma al tempo stesso coerente con l’idea dell’autore, “dare all’ascoltatore la netta percezione che quello che sente merita di essere vissuto ed è come una creatura da sfamare, è l’ospite che tutti ci portiamo dentro. Per sentirci vivi, dobbiamo accettarlo e nutrirlo, sia esso belva o energia creativa”. Il termine Dejligt in lingua danese significa buono, emozionante e amorevole e infatti nasce proprio a Copenaghen nel 2005 il lavoro di Matteo che apre il diario e comincia a imprimere tutte le sensazioni raccolte nel corso dei due anni precedenti trascorsi a Newcastle. E’ un viaggio dinamico però che si esprime attraverso le emozioni in musica con semplicità e con una sorta di malinconia che permea gran parte dei brani ma non deprime anzi risveglia i sensi perché non annoia mai. Compagno di viaggio è Enrico Molteni ma anche molti altri amici, Carolyn Honeychild Coleman(Badawi, Apoloo Heights e Here), Troy von Balthazar(Chokebore), Colin Lee (Bikini Bandits), Rob (Mazuraaan) ed Enrico Berto, e le canzoni nascono da matrice acustico-cantautorale (voce e chitarra uplugged o farfisa) con il supporto di una base elettronica low-fi a cui in seguito vengono aggiunti in studio gli strumenti più tradizionali, un modo per lasciare la massima libertà creativa al compositore che per propria scelta esistenziale non è legato alla strumentazione di supporto necessaria per una registrazione più sofisticata, un po’ sullo stile di un'altra band, guarda caso danese, i Raveonettes autori di dischi anch’essi in low-fi. Questo bisogno di spazio aperto nasce dall’idea stessa di “Feed the Dog” un insieme di incontri in luoghi sempre diversi (case di amici, aeroporti, stazioni ed altro ancora) ma vissuti in viaggio anche attraverso paesi diversi ma con un unico scopo, trasmettere le sensazioni attraverso la voce narrante dell’osservatore mescolata alla musica, vero mezzo universale in grado di scatenare le più profonde emozioni. A voi la scelta di partecipare a questo viaggio.
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16/02/2007 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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