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Improvvisamente si va spargendo in giro una gran voglia di Dexys Midnight Runners. C’è voglia – forse – di un gruppo che, invece di pubblicare un disco all’anno come da copione, controlli meticolosamente le proprie uscite finché non rasentano la perfezione; di un gruppo che se ne infischi dei diktat delle mode imperanti e, anzi, abbia il coraggio di creare un proprio peculiare universo e una propria dimensione, e ce la sbatti in faccia con fare arrogante: prendere o lasciare – esattamente come la creatura concepita dalla mente nevrotica e dalla passione incontenibile del geniale, dittatoriale capobanda Kevin Rowland. Tra il 1980 e il 1985 i Dexys furono unici e irresistibili: inseriti inizialmente (ed erroneamente) nel mazzo del revival ska dopo il successo del singolo “Geno”, si fecero amare (o meglio: adorare) per la personale britannicissima visione “soul” del loro leader, ossessionato in egual misura dai 45 giri della Stax e della Atlantic, dal Northern Soul, da Van Morrison e per molti versi anche dal punk. “Projected Passion Revue”, questa compilazione di recentissima uscita, è in un certo qual modo il vero 2° album dei Dexys. Disciolta la band che nel 1980 aveva dato vita al capolavoro “Searching For The Young Soul Rebels”, di cui rimase unicamente il fido trombonista Big Jim Patterson, Rowland mise in piedi i cosiddetti “Dexys Mk.II”, a detta di molti – specie di chi ha avuto la fortuna di vederli dal vivo - la migliore configurazione dei Dexys Midnight Runners di sempre: per talento, per intensità, per dedizione alla causa. Quella formazione incise (solo) tre singoli, tutti nell’anno di grazia 1981, tutti di altissimo livello e tutti qui contenuti. Il primo, “Plan B”, una sensazionale cavalcata soul Dexyana, è qui in una versione anni luce migliore di quella che fu poi reincisa per “Too-Rye-Aye” (1982). Lo considero tra i primi tre brani dei Dexys di sempre, e riascoltarla nella versione originaria del singolo – cosa che non mi accadeva da anni – è stata un’esperienza da brividi. Anche “Liars A To E” (terzo singolo in ordine temporale) fu rivisitata; in questo caso, però, la più raffinata versione gypsy-style di “Too-Rye-Aye” regge bene il confronto con l’originale “soul” e probabilmente ne esce anche vincente (di un’incollatura). La chicca però è “Show Me” (il singolo che uscì quell’estate e che per qualche motivo NON divenne la nuova “Geno”) prodotta – chi se ne era mai accorto? - da Tony Visconti di bowiana memoria, altro brano incandescente quasi a livello di “Plan B” che Kevin Rowland chissà perché scelse di accantonare nella successiva incarnazione dei Dexys. Ci sono, naturalmente, anche tutte le introvabili facciate B, tra cui si segnala “Soon” (B-side di “Show Me”), un coinvolgente brano sussurrato alla “I’m Looking” (sul primo album) in cui Rowland espone la propria “anima” come solo lui sa fare. I tre singoli di cui sopra avrebbero dovuto costituire le premesse per un album che poi però – come già detto - non ci fu: come gli era già capitato l’anno prima, Rowland ridisciolse il gruppo per ricostruirlo intorno alla componente violinistica e “zingaresca” che poi nel 1982 diede vita alla saga (per altri e diversi motivi) esilarante di “Come On Eileen” e di “Too-Rye-Aye”. Rimase però il ricordo dei “Dexys Mk.II” e di certe loro performance dell’81; che oggi – finalmente - abbiamo anche noi la possibilità di ascoltare, in quanto la parte centrale del CD è dedicata ad una esibizione dei Dexys del 30 maggio 1981 nell’ambito della “Projected Passion Revue”, gli spettacoli che i Dexys tenevano in quel periodo esclusivamente in piccoli teatri (come il mitico Old Vic di Londra) e che comprendevano anche una troupe di ballerini e un duo di cabarettisti. E l’impressione è che gli elogi e le nostalgiche rimembranze che abbiamo sentito in questi anni fossero assolutamente giustificati. A partire dalle prime note di “Tell Me When My Light Turns Green” risulta che la sezione fiati di quei Dexys era una macchina da guerra perfettamente oliata, e che Rowland era un frontman trascinante – e totalizzante - che in scena dava tutto sé stesso. La scaletta, naturalmente, è un mix ben congegnato di classici soul come “Respect” – che poi fu reincisa per un lato B della “Mk.III” – di brani fondanti del primo album quali “Burn It Down”, “There There My Dear” e “Breakin’ Down The Walls Of Heartache”, e dei tre singoli dell’81 (con una versione “in nuce” di “Liars A To E” all'epoca chiamata “Your Own”). E c’è anche un’interessante versione in gestazione di “Until I Believe In My Soul”, che più di un anno dopo apparve su “Too-Rye-Aye”. Non tutto, naturalmente, riluce: il suono dei nastri ritrovati dopo così lungo tempo negli archivi della BBC è lungi dall’essere di alta fedeltà, e appare anche evidente che Kevin Rowland dal vivo non valeva un’unghia del suo idolo Van Morrison: spesso i suoi vocalizzi appaiono decisamente stiracchiati e urticanti… E non è tutto, perché su “Projected Passion Revue” sono inclusi altri tre brani dello stesso periodo tratti da una session alla BBC – in questo caso di ottima qualità sonora - tra cui si segnala un’altra anteprima: in questo è caso è “Let’s Make This Precious”, che sarebbe diventato uno dei brani cardine, sempre di “Too-Rye-Aye”. Potevano diventare grandissimi, “quei” Dexys. Ma il marchio della casa fu ugualmente molto amato, e lo è ancora. Prova ne è che nel corso del 2007 sono previste l’uscita della ristampa deluxe di “Too-Rye-Aye” del 25mo anniversario e la pubblicazione di un nuovo (!) quarto album di una ricostituita formazione dei Dexys Midnight Runners, definibile come “Mk. V”. Basteranno ad appagare la nostra voglia di Dexys?
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