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Avete mai ascoltato il canto puro ed incontaminato di un usignolo? Vi siete mai chiesti che voce ha un Angelo quando sospende per un attimo le sue faccende celesti e si mette a cantare? Inserite sul vostro lettore cd questo “Music For Tourists”, scritto ed interpretato da Chris Garneau, un giovane compositore originario di Brooklyn, NYC, e troverete le risposte a quanto vi ho appena chiesto. A metà strada fra un disco di Antony & The Johnsons e un album di Elliott Smith, le canzoni di Chris Garneau si prestano alla riflessione e al sogno, necessitano un ascolto totale, non ti permettono di fare altro, raccontano di fatti di vita quotidiana, parlano anche di storie dolorose, ma sempre con una dolcezza infinita. “Castle-Time” sorprende e ci lascia quasi incantati per come delle strutture armoniche così semplici si coniughino poi con tanta bellezza. Sullo stesso livello “Relief”, un’altra ballata acustica scarna ed essenziale, per piano e voce, impreziosita dagli interventi di un violino e “We Don’t Try”, dolente quanto vi pare, ma che fa venire i brividi per quanto è poetica. Su “Black & Blue” è sempre la vocalità di Chris in primo piano, che si offre nuda e sincera all’ascolto. “Saturday” e “So Far” confermano ancora una predilezione per tonalità delicate e sommesse, ma talmente profonde da scavare un solco nell’animo di chi ascolta. “First Place!!!” è leggermente più sofisticata negli arrangiamenti, mentre “Hymn”, “Baby’s Romance” e “Blue Suede Shoes” ci riportano verso melodie morbide e sognanti, che a volte potrebbero quasi sembrare infantili ok, ma sono disegnate da un bambino prodigio, venuto da chissà dove, che all’improvviso si siede al pianoforte e ammutolisce chiunque si trovi lì ad ascoltare. Chris è stato accompagnato da Saul Simon - MacWilliams al basso e da Ben Kalb al violoncello. Molte canzoni sono state registrate dal vivo in studio a New York, per un totale di tredici brani, ma alla fine dell’album c’è una traccia nascosta: i più attenti non tarderanno a riconoscere in essa una nuova versione, semplicemente magnifica, di “Between The Bars”, un noto brano di Elliott Smith. Album da possedere a tutti i costi e da custodire gelosamente come un qualcosa di prezioso.
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