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Mario Biondi
Handful Of Soul
2007
schema
di Enrico De Turris
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Prendete Michael Bublè, aggiungeteci Anastasia ed abbiamo Mario Biondi. Cantante siciliano dalla profonda voce soul che al solo sentirlo pensereste sia un massiccio uomo nero. Bè! Non sareste andati molto lontani se non per il colore della pelle. Disco di esordio di un cantante navigato dalle molte partecipazioni come corista e con alcuni singoli house alle spalle. Mondo che non viene rinnegato in questo disco ma anzi enfatizzato dal nu jazz stile Saint German con molta elettronica e percussioni che lo rendono di largo consumo ed ascolto. Il nostro si cimenta con successo in alcune cover soul e rhythm and blues come A Handful Of Soul, A Slow Hot Wind, On A Clear Day e brani originali in pieno stile USA jazz come Gig, Never Die e This Is What You Are singolo dell’album. Il fascino di questo jazz “pret à porter”, contaminato con l’house ed un pizzico di lounge, è indiscutibile e la corposità con cui la voce di Mario Biondi si appoggia alle melodia ritmate spesso con samba e bossa rendono il tutto molto fascinoso e di largo consumo. Nulla di nuovo od esaltante ma comunque un bel sound che riporta in auge un filone (quello di Saint Germani e simili) che si è esaurito troppo presto a causa di epigoni poco significativi e di una speculazione commerciale massiccia che virò più sul consumo discotecaro che su quello audiofilo. E’ proprio il connubio tra sacro e profano, elitario e massificato a cui questa musica resta incline, la forza accattivante di questo lavoro: unire stili, gusti e modalità di fruizione completamente diverse.
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23/02/2007 -
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