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Per quanti non lo ricordassero, i Dirty Actions sono stati una delle band più prestigiose della prima ondata punk italiana alla fine degli anni Settanta. Erano i giorni dei Take 4 Doses, dei Windopen e degli Skiantos che trasferivano qui da noi suoni ed umori d’Oltre Manica, per poi condirli con tanta rabbia nostrana. I Dirty Actions erano il punto di riferimento della scena rock genovese, rianimata dall’energia contagiosa del Punk e Gianfranco “Johnny” Grieco, il loro cantante. Il gruppo si impose all’attenzione di tutti attraverso brani poderosi e di sicuro effetto, dei punk anthems corali e urlati in presa diretta intitolati “Rosa Shocking”, “Bandana Boys” e “Aktion Aktion”, e i Dirty Actions furono anche scelti come opening act delle date italiane del tour dei Damned! Nel 1982 poi, in perfetta coincidenza con il declino del punk primordiale, il gruppo si sciolse, ma Gianfranco Grieco non si è mai dato per vinto. Dopo aver percorso la strada del reggae con il progetto solista Black Maria, arrivando a registrare un album a Kingston, in Giamaica, Johnny Grieco rimette mano al materiale inciso con i Dirty Actions, pubblica “Apocrifo” nel 1996 e in seguito “Manuale d’Uso” un album che racchiude su un doppio cd materiali d’epoca, rarità in studio e “live” che vanno dal 1979 al 1982. Adesso però Johnny ha riformato la band con il nome di Dirty Actions Tribute e ha voluto con sé musicisti giovani ma estremamente validi - Demetrio Caracciolo, alla chitarra elettrica, Alessio “Bibe” Barbieri, al basso e Max Omini, alla batteria - con i quali ripercorrere le gesta di un passato tanto bollente e glorioso, e ricominciare daccapo. Tutti i vecchi brani sono stati rispolverati e suonati un’altra volta in studio, ed è un piacere riascoltare oltre agli hits sopra citati, il punk anthem sovversivo di “Tira La Boccia”, di “Attenti agli ‘80” e le chitarre spietate di “1979” messe accanto a brani come “Red China Lips” e “Sex Trap”, composizioni che riflettono invece la direzione funk che era stata intrapresa dai Dirty Actions nell’ultimo periodo. Da segnalare anche alcune cover prestigiose come “Nevada Gaz”, dei Gaz Nevada, un brano che contiene sul finale spezzoni autentici tratti da Radio Alice, di Bologna, il simbolo del movimento studentesco di protesta del 1977. Quelle voci concitate ci permettono di rivivere il momento dell’irruzione della polizia nei locali della radio, un attimo prima della sua chiusura e della fine. Tornando alle cover, molto bella è “Wardance” dei Killing Joke, semplicemente stupenda “Mongoloid”, un vecchio brano dei Devo, ma rieseguito in modo tale che sembra suonato dai primi Stooges di Iggy Pop! Sul retro della copertina del disco viene riprodotta la frase “Ritornerò con membra d’acciaio”, una citazione presa da Rimbaud, una dichiarazione di intenti vera e propria, che dimostra quanta voglia in corpo abbia ancora Johnny Grieco, mai domo, che è tornato a colpire. Il disco suona che è un piacere e l’ascolto di queste canzoni sarebbe materiale didattico molto interessante per tutta quella nuova nidiata di gruppi “indie punk” che si affacciano solo adesso sulla scene. Punk Is Not Dead! (and it will never die!)
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