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Chris & Carla
Fly High Brave Dreamers
2006
Glitterhouse/Venus
di Emanuele Tamagnini
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Un'anomalia. Un caso musicale. Un riflesso poetico nel taglio "smeraldo" di Seattle. Da oltre due decenni. Di viaggi tra malinconia e ricordi lasciati alle spalle. Tra l'umida eredità donata dalla pioggia ed un songwriting prezioso. Impareggiabile. Unico. La storia di una band formata da tre fratelli e da una straordinaria cantante. La storia dei Walkabouts è una delle cose più belle uscite dalla spuma silente del lago Washington. Dalla piccola Pop Llama a quella Sub Pop che di lì a poco avrebbe dirottato e centralizzato la geografia musicale degli anni 90. Chris Eckman e Carla Torgerson sono, però, rimasti ai margini. Da una parte. Privilegiata. Realizzando album tra tradizione e paesaggi orchestrati, raccontati, sfumati in grigio. Profondi come le cavità sotterranee della terra. Chris & Carla sono il cuore di questa narrazione. Dal 1993 in duo provvedono a rendere ancor più sensibile la vena artistica che sembra pulsare continuamente sangue. Un flusso di prolificità ininterrotto. Tra richiami al passato (Gene Clark, John Cale, Jacques Brel) e amori dichiarati (Love e The Go Betweens - non a caso il lavoro è dedicato ad Arthur Lee e Grant McLennan). Tra omaggi personali (al Kraut Rock nel progetto i del 2002) e tele dipinte tra amici (Tindersticks, R.E.M.). "Fly High Brave Dreamers" è un grande ritorno. Il quinto sotto questo moniker e sicuramente quello meno cupo, sofferente, solitario. Una registrazione "diretta". Un senso unico intrapreso nel piccolo studio di Ljubliana di proprietà dello stesso Eckman accanto al quale hanno orbitato in movimento circolare Al Deloner (Midnight Choir), Jason Victor (Steve Wynn, Willard Grant Conspiracy), Sergei Randzelovic e Jani Hace (quest'ultimi due già protagonisti del disco solista di Eckman "The Black Field"). Dieci episodi + 1. Dieci perle + 1. Che prendono corpo con la bellezza miracolosa di "At The Twilight's Last Gleaming", per chi scrive già singolo dell'anno, per poi adagiarsi sul sedile di un Greyhound qualsiasi. Canzoni che hanno la forza evocativa (dote rara da scovare nel nuovo sterile millennio) di poter far scorrere immagini. Nitide, in controluce, ombrate, illuminate. Ma pur sempre immagini. Cerebrali come immerse in una pellicola di Michel Gondry. Ecco. Chris & Carla fanno parte di un altro mondo. Il mondo dei sogni. Di una storia d'amore. Come Joel e Clementine. "Fly High Brave Dreamers" rimarrà a girare con voi. Nella testa. Nella quotidianità. Tra le persone più care. Tra giornate raggianti e momenti senza voce. Dieci attimi + 1. Dove quel numero è tradotto da "Salad Days" cover di un brano della band culto del post punk britannico. Probabilmente quella con le maggiori potenzialità dell'intera era. I mai dimenticati Young Marble Giants di Alison Statton e Stuart Moxham. Un'altra coppia immersa nell'inchiostro più decifrabile: quello nero. Un tributo ad un brevissimo lampo artistico (il seminale "Colossal Youth" del 1980) che era, in parte, già stato espresso in "Swinger 500" e che qui si materializza usando quella stessa drum machine proprio nei pezzi cardine (la già citata apertura e la title track). C'è voluto meno di un'ora per ascoltare. Meno di mezz'ora per pensare. Ma ci vorrà tutta una vita per assorbire queste emozioni.
(pubblicato per gentile concessione di Nerds Attack!)
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26/01/2007 -
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