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Secondo album per Joanna Newsom, una giovane artista americana originaria di Nevada City, California, una ragazza che a soli venticinque anni di età si sta imponendo all’attenzione di tutti come nome nuovo della scena indie pop. Questo “Ys” è un album molto particolare ed interessante, e nasce da un progetto ambizioso che prevede l’inserimento di sole cinque canzoni sul disco, la più breve delle quali però dura sette minuti! Joanna è una suonatrice d’arpa, pianista e cantante, la sua voce è limpida e brillante, quasi adolescenziale, quella di una ragazza innocente alle prese però con temi musicali maturi ed importanti, quasi più grandi di lei. La grazia della sua impostazione vocale si mescola al mistero che scaturisce dai suoni di quell’arpa, pizzicata con uno stile diverso da quello classico. Gli arrangiamenti orchestrali dell’album sono di Van Dyke Parks, mentre la produzione è stata affidata a Steve Albini. Non appena ascoltiamo canzoni come “Emily”, un brano dedicato alla sorella, astrofisica, “Monkey & Bear”, una storia d’amore improbabile fra un orso e una scimmia, e “Sawdust And Diamonds”, il paragone immediato è con Kate Bush, l’ambientazione è la stessa, così come quella vocalità acuta, molto femminina e talvolta irritante, che rese celebre l’interprete di “Wuthering Heights”. Ma Joanna si muove in un contesto diverso, è andata in tour con Devendra Banhart , ha potuto contare sui contributi di Vetiver, Smog e Vashti Bunyan per le canzoni dell’album, insomma si trova perfettamente a suo agio all’interna della scena indie, dove mette insieme elementi psichedelici, fraseggi tipicamente folk, soluzioni liriche e spruzzi di avanguardia, molto gustosi e moderni. Da ascoltare.
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