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Abbiamo a che fare con un duo americano di post punk e di post hardcore music, originario di Washington D.C. e composto da Ian Mac Kaye (ex Minor Threat, ex Fugazi), alla chitarra e alla voce, e da Amy Farina (ex The Warmers), voce e batteria. I due musicisti sono sulla scena da quasi cinque anni ormai e questo “Get Evens” è il loro secondo album. Quando ci si pone all’ascolto di canzoni come “Cut From The Cloth“, “Everybody Knows” e “No Money”, è facile accorgersi del passaggio stilistico effettuato dai due musicisti, del taglio rispetto al loro recente passato, da un punk-rock ad alto volume, urlato e belligerante a canzoni minimali, di impostazione folk, ed eminentemente acustiche. Ma poi, a sentire bene, la differenza è solo nell’approccio musicale, perché The Evens trasmettono la stessa passione, convogliano le stesse emozioni, lo stesso fuoco che ha sempre caratterizzato il loro songwriting in passato. Così tematiche politiche e scelte personali vanno a coincidere e a sovrapporsi nel testo, e c’è parità assoluta, uno scambio totale fra i due anche nel comporre. Forse è anche per questo che hanno deciso di chiamarsi The Evens, un nome che richiama l’uguaglianza, il tipo di schieramento politico anti Repubblicano, anti Bush scelto da Ian e da Amy, ma anche il rispetto e la reciproca dignità sotto il profilo artistico. E’ un album che si ascolta con grande piacere, fatto di canzoni oneste, semplici e vere, che prendono forma all’interno di continui dialoghi fra chitarra e voce e batteria. The Evens non sono soltanto uguali, non sono soltanto pari, ma anche complementari, si alternano al canto, si dividono le parti soliste, e rispettano la sacralità della musica. Mi sembra giusto chiudere con una citazione davvero significativa, da una recente intervista dell’ex Fugazi, Ian Mac Kaye: “La Musica ha fatto tanto per me, e adesso è arrivato il momento di restituirle il favore!”
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