|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Charlotte Gainsbourg
5:55
2006
WEA/Atlantic
di Mauro D'Alonzo
|
|
Davanti alla macchina da presa si è sempre trovata a suo agio, mentre del microfono preferisce farne un uso parsimonioso. Charlotte Gainsbourg non può essere considerata un’habitué delle sale d’incisione; viceversa le sue partecipazioni cinematografiche, a partire dal debutto di ventitré anni fa (“Amore E Musica” di Elie Chouraquai), sono numerose e, in larga parte, decisamente riuscite. Claude Miller, in particolare, l’ha condotta verso quelle che a tutt’oggi sono ritenute le sue interpretazioni migliori (“Sarà Perché Ti Amo” e “La Piccola Ladra”, sempre anni ’80). Cosa ha spinto allora la ninfa anglo-francese a calarsi di nuovo in una dimensione nella quale ha accuratamente centellinato le apparizioni? A richiamarla alla sfera musicale sono innanzitutto le sue origini. Nata dall’unione tra Serge Gainsbourg e Jane Birkin, fin dalla tenera età Charlotte è stata abituata a confrontarsi con svariati codici espressivi (canto, recitazione, poesia). Poteva inoltre resistere alla tentazione di un nuovo disco quando ogni entrata in scena del french pop – basti pensare al successo di Carla Bruni - è salutata con un’ovazione? Se poi ad armeggiare dietro la consolle c’è un autentico parterre de roi, il gioco è presto fatto. Gli artefici di “5:55” sono guarda caso Jean-Benoit Dunckel e Nicolas Godin, che del french pop sono una sorta di incubatori. La loro inconfondibile vena compositiva è affiancata dai testi di due professionisti inattaccabili (Jarvis Cocker e Neil Hannon) mentre la responsabilità produttiva è affidata ad un maestro nel campo, cioè Nigel Godrich. Con un simile spiegamento di forze era davvero difficile fallire ma, al di là dei fuoriclasse schierati, il fatto che il ritorno della figlia d’arte faccia centro non dipende esclusivamente dalla qualità dei puntelli a disposizione. Non basta che gli Air manovrino dietro le quinte per essere accolti favorevolmente. Indubbiamente nelle vene di “5:55” scorre lo stesso sangue che ha irrorato il fascino di “Moon Safari”, ma senza la voce calda e vellutata di Charlotte il disco risulterebbe monco come una cornice priva di quadro. Una voce che si dispiega efficacemente pur cimentandosi con brani la cui cifra stilistica non si mantiene costante. La title track di apertura porta immediatamente dalle parti degli autori di “Talkie Walkie”: clima soffuso, ritmo ondeggiante e sbornia di pianoforte. Già con “The Operation” si avverte qualche variante in più, “Tel Que Tu Es” addiziona un sottile velo di archi e “The Songs That We Sing” è un’orecchiabile scorribanda che non avrebbe stonato come accompagnamento dei primi piani più raggianti di Jeanne Moreau in "Jules e Jim". Ma l’esame decisivo è costituito da “Beauty Mark” e “Morning Songs”, brani smunti per addomesticare i quali le corde della Gainsbourg optano per un registro stringato e volano a bassa quota come un gabbiano accarezza le increspature del mare. “5:55” non recide mai il cordone ombelicale che lo tiene saldamente legato all’easy transalpino, tuttavia si adopera per soddisfare più gusti, da chi non si sente appagato dall’essenzialità acustica a chi la spina la terrebbe sempre staccata. E peccato che all’artefice dei Divine Comedy sia stato consentito soltanto di esercitarsi con le parole e non di mettere a frutto la sua comprovata abilità con le atmosfere orchestrali. Probabilmente la dittatura del duo Dunckel-Godin era impossibile da scalfire… Charlotte Gainsbourg mette comunque a segno un ottimo colpo. Si insinuano ogni tanto i difetti tipici del genere, quali un certo autocompiacimento ed una tendenza a snellire la struttura della canzone al punto, talvolta, di farne assomigliare l’effetto ad un pallido sbuffo di vento. Un’artista sensibile e raffinata, però, è di nuovo tra noi. Per tanto tempo il pubblico si è dovuto accontentare di apprezzarne la discreta bellezza attraverso il grande schermo. Ora speriamo che la prossima uscita discografica non si faccia attendere così a lungo.
|
|
18/01/2007 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|