|
BENVENUTO SU EXTRA! MUSIC MAGAZINE - La prima rivista musicale on line, articoli, recensioni, programmazione, musicale, eventi, rock, jazz, musica live
|
|
|
|
|
|
Jarvis Cocker
Jarvis
2006
Rough Trade
di Mauro D'Alonzo
|
|
Che fine ha fatto il brit-pop? Come stanno i signori che hanno dato vita ad uno dei fenomeni musicali più acclamati e vincenti negli anni ’90? A giudicare dalle uscite più recenti, si direbbe che lo stato di salute è complessivamente buono e che, pur oscillando tra alti e bassi, i campioni della scorsa decade riescono ancora a scaldare i cuori come facevano appena scesi nell’agone musicale. La contrapposizione Oasis-Blur non occupa più le prime pagine dei magazine, ma non si può certo dire che i fratelli Gallagher e la combriccola di “Parklife” se ne siano rimasti con le braccia conserte. E i risultati sono stati spesso pari alle attese, se è vero che “The Importance Of Being Idle” è stato uno dei singoli più applauditi del 2005 e che non finiscono di stupire gli innumerevoli rivoli dell’attività di Damon Albarn. Per non parlare della prolificità dei Supergrass, che hanno aperto il nuovo millennio inanellando due dischi da incorniciare. Non sempre le compagini sono rimaste compatte ed è capitato che i fautori del genere che ha risvegliato l’interesse per il rock seventies innervandolo di sonorità elettroniche abbiano intrapreso strade alternative. Così è stato per l’anima dei Blur e così si è caratterizzato il distacco di Jarvis Cocker dall’epopea dei Pulp. Il gruppo che ha rappresentato una delle voci più colte ed intellettuali del rock anglosassone si è sciolto cinque anni or sono e nell’ultimo lustro colui che ne è stato il leader si è imbarcato in un’avventura che lo ha portato ad affacciarsi su più fronti: autore – alla sua penna si sono rivolte Marianne Faithful e, ultimamente, Charlotte Gainsbourg - nonché regista di cortometraggi promozionali tra i quali quello realizzato nientemeno che per Nick Cave. Sarà l’indole ondivaga, sarà la ruggine che il tempo inevitabilmente deposita anche sulle carrozzerie più splendenti, ma il progetto solista di Jarvis (e intitolato proprio così, con il suo semplice nome di battesimo) induce a pensare che il protagonista di un’indimenticabile presa in giro di Michael Jackson non contribuirà a rinverdire i fasti del brit-pop. Non ne mancano i dettami fondamentali: centralità della melodia, dosi robuste di chitarre e frequenti cambi di marcia mutuati dalla tradizione new wave e punk. Manca invece l’incisività e lo spessore di certe liriche che nell’immaginario collettivo hanno impresso i Pulp quali paladini del disagio proletario. Ecco perché anche quando i brani sembrano possedere una valida componente orecchiabile (“Don’t Let Him Waste Your Time” e “I Will Kill Again”) non convincono fino in fondo ed un altro episodio dall’incedere lento (“Big Julie”) si risolve in un buco nell’acqua. Meglio gli sprazzi più tirati, “Fat Children” ed “Heavy Weather”, cui nessuno però riconoscerà la forza dirompente di “Common People”. Come succede frequentemente (è capitato anche a “X&Y” dei Coldplay, che il botto l’ha riservato alla fine con “Til Kingdom Come”), ad attenuare la delusione ci pensa “Quantum Theory”, che a tratti trova la sintesi cercata per tutte le tredici tracce. Si avvertiva l’assenza di una mente caustica e sopraffina come quella di Jarvis Cocker. Il suo temperamento, la sua irriverenza, le sue rime taglienti hanno aperto degli squarci nei quali una parte consistente di malessere giovanile ha trovato un’eco formidabile. Probabilmente “Jarvis” non è destinato a sortire lo stesso effetto. L’ispirazione di un tempo latita e un forse pizzico di presunzione ha impedito al suo autore di sorvegliare maggiormente la veste produttiva, troppo slabbrata. Magari Jarvis ha un po’ smarrito la capacità di sintonizzare le antenne sulle tensioni sociali. O forse, terminata la parabola dei Pulp, non ha ancora ritrovato una vera e propria identità artistica. Problema che alcuni suoi illustri colleghi hanno abilmente schivato. E la fresca uscita dei The Good, The Bad & The Queen è qui a ricordarcelo.
|
|
16/01/2007 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|
|
|
|
|
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
|