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Intellectuals
Invisible Is The Best
2006
Hate Records
di Giancarlo De Chirico
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Secondo album per gli Intellectuals, il gruppo romano di thrash punk e di garage blues che ora è diventato un trio, grazie all’apporto di Tina, chitarrista delle Felt Ups che nell’occasione offre il suo apporto alle tastiere. Velocità, ritmo e afflato punk sono le chiavi di interpretazione scelte dalla band per un album registrato in soli quattro giorni, assolutamente “non prodotto” - come tengono a precisare gli stessi Intellectuals sulle note di copertina - e disponibile soltanto su vinile. Il disco contiene canzoni originali, davvero divertenti e ben riuscite, come “Vinyl Junkie Paranoia”, “My Brother Chorizo” e la fantastica “Fichetti” (un tributo o una citazione da “Sono Un Ragazzo di Strada” dei Corvi, reinterpretata da Tonino Carotone?) alle quali si aggiungono cover importanti come “White Light / White Heat” dei Velvet Underground, “Identity” degli X Ray Spex e “Never Understand” dei Jesus & Mary Chain, tutti gruppi che hanno influenzato in maniera determinante le scelte musicali di questa giovane band. Per garantire lo sconquasso più totale il disco va suonato a volume alto, l’energia che ne fuoriesce è quanto mai contagiosa e vitale, sembra tornare a rivivere la stessa voglia, la stessa rabbia del punk italiano dei ragazzi del 77. Canzoni brevi ed esaltanti, condite con grida furibonde e selvagge, molto poco “intellectuals”, che mettono in discussione tutto, scoperchiano falsità ed ipocrisia, che ti mettono con le spalle al muro e ti obbligano all’ascolto. A dirla tutta però, non ne avevamo bisogno, anzi... non chiedevamo di meglio!!!
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10/01/2007 -
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