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Rubo, beatmaker milanese già nel team Spregiudicati, ha prodotto insieme a Mace il primo album di Kuno e ha partecipato con le sue basi ai dischi di gente come Bassi, Bat, Porno, Snake e Zampa; nel 2005 produce metà dell’esordio dei One Mic “Sotto La Cintura”. L’Hip Hop non è solo hard-core, beat aggressivi e scure atmosfere metropolitane: nel DNA di questa musica ci sono la dance degli anni ’70, il funk, il jazz ma anche tanto soul che resta, in ogni caso, alla base di gran parte della musica nera. Rubo è, appunto, un grande appassionato e collezionista di vinili funk, deep soul, fusion e altri generi tipici degli anni ’70 e ’80. Il suo approccio alla produzione è caratterizzato, infatti, da fortissimi accenti soul e soul/funk sia nella struttura dei beat, che però rimangono decisamente Hip Hop, sia soprattutto nella scelta dei suoni e dei campioni che utilizza per ‘colorare’ le sue basi. Il tutto suona come un grande e sentito omaggio all’anima più nera e soul della musica afro-americana: roba che renderebbe orgogliosi di questo ragazzo bianchissimo gente come Marvin Gaye o Curtis Mayfield. Diciamo subito che, date le premesse, “Infinite Beats” è un disco per gente che conosce la storia della musica nera ed è aperta a suoni non solamente appartenenti all’attualità dell’Hip Hop di oggi. Insomma un disco, a livello musicale, molto cool e ricercato, prodotto con molta cura, passione e rispetto per la musica che cita ed a cui si ispira. Attenzione però: ciò non significa affatto che il disco suoni ‘vecchio’, anzi, l’abilità di Rubo sta proprio nell’utilizzare quelle influenze e quei suoni nel contesto di un album di Hip Hop moderno e raffinato. Tutte le tracce di “Infinite Beats” (a parte l’intro) vedono la partecipazione di diversi mc che appoggiano le loro rime sugli strumentali di Rubo: davvero buoni gli apporti di Jackthesmoker, Paura, FatFatCorFunk, Cosang, Sangamaro, Clementino, Guè Pequeno, Mondo Marcio, Amir e dei componenti dei One Mic (Ensi, Raige e Rayden); buoni anche gli scratch di Dj Snatch, di Dj NessInfamous e di FatFatCorFunk. Tutti i pezzi vengono proposti anche in versione strumentale fornendo un’ottima occasione a tutti gli appassionati di free style. Il debutto solista di Rubo è un disco di ottime basi soul/funk e di interessanti interventi al microfono dei vari mc che partecipano al progetto. Complimenti davvero a questo giovane produttore che se ne frega della moda del momento e propone solo la musica che ama, che ‘sente’ di più. Uno dei più importanti ‘comandamenti’ Hip Hop dice “keep it real”: su questo a Rubo non si può proprio dire niente!
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