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Chiude il 2006 con due nuove proposte, una riconferma ed una particolarissima “chicca” la B-unique, etichetta britannica creata nel 2001 da Mark Lewis e Martin Toher, duo già operante nell’ambito delle major, e che nel recentissimo passato ha già azzeccato le puntate su nomi quali The Ordinary Boys e (soprattutto) Kaiser Chiefs. Esordiscono con il singolo “Mr.100 Percent” i Pull Tiger Tail, tre 23enni londinesi che tengono a far sapere di essere in realtà tutti nati a Stratford-Upon-Avon (luogo d’origine del Bardo). “Mr.100 Percent” è un rocketto nervoso ed angolare ben strutturato dalla melodia accattivante che ce li fa (per il momento) inserire nel filone portato avanti da Futureheads, Maximo Park e We Are Scientists. Poi si vedrà. Se i Pull Tiger Tail sono ancora un po’ acerbi, paiono invece già formati e pronti per il decollo gli Alterkicks, quintetto con base a Liverpool che arriva al CD-single “On A Holiday” / “House Fires” – prodotto, dettaglio non da poco, da un certo Stephen Street - su B-unique dopo aver già pubblicato un paio di singoli su Fierce Panda e Moshi Moshi. “On A Holiday”, in particolare, offre diversi rimandi al brit-pop, con in più una voce al di sopra della media, quella del cantante Martin Stilwell, che ricorda quella di Matt Bellamy dei Muse. Quando uscirà il loro album di debutto, a metà /fine 2007, gli Alterkicks potranno (forse, chissà) diventare i nuovi Kaiser Chiefs. Una conferma arriva poi dagli Automatic, la band di Cardiff il cui album d’esordio “Not Accepted Anywhere” ha già altrove ricevuto recensioni entusiastiche, e da cui traggono ora il CD-single “Raoul”, una potentissima punk-pop-song con un ritornello killer. In assoluto, il miglior pezzo del mucchio. Infine, una curiosità: il singolo sempre targato B-unique in cui i Babyshambles & Friends – una lista infinita tra cui i Rakes, Mystery Jets, Holloways, We Are Scientists, Paddingtons, Larrikin Love, Cazals, Noisettes, Good Books, Lady Fuzz, Kooks ecc. ecc. – celebrano il vecchio punk-rocker Joe Strummer a quattro anni dalla scomparsa con la cover di “Janie Jones”, uno dei più fantastici brani contenuti in quell’album già epocale che fu l’esordio dei Clash (“The Clash”, 1977). Particolarmente consigliata, qui, la track n.2, dove Pete Doherty canta in solitario senza il contributo nei cori della sua caciaronissima pletora di amici. E la canta, “Janie Jones”, davvero benone; alla Doherty, certo che sì.
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