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Koop
Koop Islands
2006
Compost
di Claudio Biffi
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Stavo passeggiando per le vie del centro di Roma nei giorni scorsi in mezzo al delirio natalizio, quando mi è venuta la geniale idea di entrare in un negozio molto “in” dove possono essere soddisfatte tutte le esigenze del “bello a vedersi” per ogni tipologia, dagli abiti all’arredamento, dall’editoria alla cura spirituale ed estetica della persona. Tra le varie sezioni non poteva mancare lo scaffale dedicato alla musica, rigorosamente mirato alla “lounge” o alla musica d’ambiente che dir si voglia e tra le varie compilation esposte dai nomi tipicamente modaioli (cafè del mar, paris lounge, il meglio di Buddah Bar, etc.) mi è balzato all’occhio un cd con una copertina dal design accattivante e ambigua al punto giusto, siamo o non siamo nell’era dei Pacs! con in cima una scritta piccola piccola: Koop. Non ci posso credere, gli svedesi Magnus e Oscar sono usciti dal letargo nordico di Uppsala e dopo 5 anni sono vivi e vegeti e hanno tirato fuori un nuovo campionario di canzoni che scorrono via che è una bellezza, con la pretesa di far parte della ondata nu jazz che ormai sommerge tutti i party del pianeta senza limiti di fuso orario. L’elettronica associata al jazz dei primordi aveva dato vita a Waltz for Koop, il loro album d’esordio, era stata una piacevole sorpresa perché ancora originale e fresca ma l’isola in cui vorrebbero portarci con “Koop Islands” il loro nuovo lavoro è decisamente poco intrigante, e non basta rifarsi a melodie alla Cab Calloway, di sicuro ben assortite in melange funky o triphop, oppure il sapiente uso dei vibrafoni e degli xilofoni uniti alle percussioni in salsa caraibica, per passare poi a brani downtempo in chiave swing, perché alla fine si tratta di grossi polpettoni lounge e la presenza della meravigliosa voce di Yukimi Nagano (quella della strafamosa “Summer Sun”) non è di per sé sufficiente per soddisfare la curiosità dell’acquisto nemmeno se associata a quelle di Ane Braun aka Ani Di Franco e di Rob Gallagher aka Earl Ginger altri ospiti illustri di questo disco. E’ un prodotto ben confezionato, ottimo da regalare per le cene di Natale ma la sensazione è che dopo averlo ascoltato tre o quattro volte può essere tranquillamente confuso con le sopra citate compilation e riposto “amorevolmente” nell’armadio.
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02/01/2007 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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