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Foo Fighters
One By One
2002
RCA
di Claudio Biffi
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Innanzi tutto bisogna fare una premessa: Dave Grohl è una persona che conosce a fondo le regole dello star system ma è fin troppo cosciente di non far parte più dei mitici “Nirvana” e quindi per sopperire a tutto ciò si è buttato con passione alla ricerca di un progetto che avesse un minimo di spessore musicale senza però rinnegare il passato. La creazione dei Foo Fighters era stata più una reazione ai tragici avvenimenti legati alla perdita di un amico con cui aveva vissuto un esperienza esaltante e mai dimenticata (I see your ghost canta in “All My Life”) e a dire il vero non avevano prodotto che un buon pop-rock più adatto agli adolescenti che al grande pubblico. Il desiderio nascosto del buon Dave è sempre stato quello di poter diventare il batterista dei Led Zeppelin, nel caso Page e Plant decidessero il da farsi e nell’attesa si è dedicato a collaborare con i Queens Of The Stone Age rispolverando la batteria, con il risultato di ritrovare energie nuove e anche un po’ di creatività persa negli ultimi anni. Il quarto lavoro in studio dei Foo Fighters “One By One” risente di questi influssi positivi, specialmente nella ritrovata forza rock ben marcata in tutto il disco, esaltato da una possente batteria (il ritrovato Taylor Hawkins) e dalle chitarre graffianti (lo stesso Grohl e Chris Shifflet). La band nonostante le difficoltà avute per registrare il disco tutti assieme, principalmente per gli impegni di Dave Grohl, non ha risentito minimamente dal punto di vista creativo, anzi ha permesso agli altri musicisti di partecipare più attivamente alla composizione dei brani ed il risultato è andato al di là delle aspettative e si può definire in un sol modo: “genuino”. “One By One” è un buon album rock composto da alcune grandi canzoni “rock” ma anche da una sorta di cammino autobiografico delle emozioni e delle esperienze di una band. Il brano di apertura “All My Life” è un po’ il riassunto di questo cammino ma è anche il manifesto di quello che i Foo Fighters si augurano di poter fare in futuro - I’m done done/ On to the next One – grida la voce di Dave Grohl mischiandosi al furore delle chitarre sostenute da una martellante batteria e da una possente linea di basso. Non mancano le canzoni melodiche come “Tired Of You” supportata dalla chitarra di un ospite d’eccezione, Brian May o le calde atmosfere folk-rock di “Halo”, per non parlare delle dissonanze new-wave di “Have It All” e delle progressioni giunge di “Lonely As You”. In “Times Like These” D. Grohl esalta la sua voce roca emulando Cobain e inseguendo le chitarre urlanti al grido – I am a new day rising – per concludere con il brano “Comeback” dove si risente l’influsso dei Nirvana con una combinazione di marcia e ballad, complete di chitarre crescenti che fanno convergere le armonie vocali in un assieme strumentale dove il buon Dave lancia il suo grido – Sono tornato! Forse per cantare di un amore ritrovato o per la rinascita del grunge, ma alla fine non c’è differenza, è solo il rock che trae la sua forza dalla voglia di esplodere – Buon Viaggio Dave.
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07/01/2003 -
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