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...And You Will Know Us By The Trail Of Dead
So Divided
2006
Interscope
di Claudio Biffi
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Devo confessare che sono rimasto alquanto sconcertato nell’ascolto di quest’ultima fatica di Conrad Keely e Jason Reece, prima di tutto perché seguo la band sin dai loro esordi e poi perché ho fatto veramente fatica a riconoscerli. La trasformazione è quasi genetica sia nell’impostazione timbrica della voce del cantante sia per l’utilizzo dell’insieme degli strumenti. Sembra quasi che Keely dopo la non troppo felice riuscita di “Worlds Apart” del 2005 che doveva sancire la loro consacrazione nel panorama musicale indie, abbia fatto un punto della situazione dicendosi “ho una band, ho i pezzi nuovi, ho una visione del tutto, ma dove mi porta questa visione?” Una domanda non da poco perché rischia di snaturare completamente i Trail of Dead, che avevano impressionato sin dal loro primo LP “Madonna” per la tensione musicale e i contenuti esplosivi delle loro canzoni, culminate con l’uscita nel 2003 del bellissimo e monumentale “Source Tags & Codes”, oltremodo supportati da esibizioni live trascinanti e torride ma che alla luce di quest’ultimo disco mi fanno pensare che per sentirsi “accettati”, dopo appena sei anni, hanno già limato la vena noise-rock per avvicinarsi ad un format ormai di uso corrente in quasi tutte le band del circuito indie-rock da radio dove non si può fare a meno della ballad in stile Beatlesiano per poter raggiungere le programmazione del circuito in stile Mtv. Se è vero che “So Divided” era stato concepito per uscire come EP forse un motivo c’è e non si fa fatica a scoprirlo, per un evidente scollamento logico tra un brano e l’altro, e in tutto ciò non è che ci sia niente di male, ma la band ha fondato la sua originalità costruendo un “concept” logico ed una frenetica energia nella sequenza dei brani. La partenza anni ‘70 di “Stand in Silence” è un rincorrersi di rullare di batteria e di riffs di chitarre che ricrea in parte l’atmosfera delle band progressive che sovrapponevano melodie vocali a corpose basi strumentali ma in questo caso l’effetto che sembra regnare è una gran confusione, e non è certo “Wasted State of Minds” che riesce a soddisfarci con le sue melodie south rock alla Air Supply. Per uscire da questo fraintendimento “Naked Sun” scivola sul blue grass texano con un degno accompagno di fisarmonica, ma non è proprio quello che ci si aspetta dal talento compositivo di Keely, che improvvisamente si risveglia e offre una interpretazione convincente in ”Gold Heart Mountain Top Queen Directory” cover di un brano dei ”Guided by Voices” che esalta i timbri vocali del cantante e si riempie con l’arrangiamento orchestrale proposto dalla band ed è che qui si risentono le venature epiche che hanno reso originale il lavoro dei Trail of Dead che sono il prologo alla canzone che da il titolo al cd “So Divided” un assieme di voci, chitarre e piano accompagnate dal treno di batteria, una cavalcata di sei minuti di rispettoso progressive rock (vi ricordate “The Knife” dei Genesis). Quello che affiora senza ombra di dubbio è il rigoroso controllo esercitato su ogni canzone e sugli strumenti, abbandonando così quello che era il loro stile fatto di sonore esplosioni attraverso un muro di feedback, tipico delle loro esibizioni dal vivo. Così la seguente “Life” sembra essere capitata lì per caso seguendo una logica estranea all’insieme degli altri brani, quasi fine a sé stessa nel suo incedere così stereotipato, nessuna tempesta in arrivo purtroppo!, un’altra piccola delusione ma le sorprese non sono finite perché è il momento di tornare ai mitici anni ’60 con “Eight Days of Hell” un mix tra Beatles e Beach Boys due minuti e mezzo di pura ironia seguiti da ”Witches Web” anonima ballad, proposta fuori da ogni logica musicale della band. Per finire l’opera i Trail of Dead ci lasciano con “Sunken Dreams” più che una canzone un messaggio ai posteri che racchiude la summa del loro pensiero musicale ma che ha anche una valenza ambigua: è la promessa di un prossimo ritorno allo stile del passato oppure è la definitiva chiusura di un esperienza?. Per togliere ogni dubbio negli ultimi mesi Conrad Keely si è trasferito a New York lasciando il compagno di avventure Jason Reece ad Austin nel Texas e dividendo così la band geograficamente, forse qualcosa di nuovo arriverà forse si ricorderanno di essere una rock band.
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05/12/2006 -
©2002 - 2026 Extra! Music Magazine - Tutti i diritti riservati
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