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Sarà pure vero che non si lavano e che risulta difficile stargli accanto per più di dieci minuti, ma se l’effetto della trasudazione ascellare degli americani Slipknot, oscure divinità del “thrash metal” più rigoroso ed assolutista, produce album del genere, allora guai a chi gli compra un deodorante!!! Il nuovo album è disponibile in due versioni , quella con un disco singolo, a quattordici tracce, e quella che invece stiamo ascoltando, che si dipana su un doppio cd, il secondo dei quali prevede la versione “live” di alcuni nuovi brani, “outtakes” come “Don’t Get Close” e “Scream” e le esecuzioni dal vivo di composizioni di “culto” come “Disasterpiece” e “People Shit”, che è quindi possibile riascoltare in tutta la loro inusitata ferocia. Nel suo insieme questo “Volume Three” non delude, sia per merito della produzione di Rick Rubin, un genio in questo genere di cose, sia per la maturità compositiva del gruppo, là dove per una volta Slipknot non diventa soltanto sinonimo di fragore assoluto. “Duality”, ad esempio, è un brano molto ben calibrato, gotico, oscuro e possente, non sono da meno “Opium Of The People” e “The Blister Exists”, con tutte le loro evocazioni anticattoliche e luciferine. Un discorso a parte deve essere fatto per “Circle” una “slow ballad” di grande fascino, con quegli arpeggi di chitarra e un contorno di archi che farebbero emozionare un sasso. Splendide anche “Vermilion”, ancestrale e spaventosa, e “Pulse Of The Maggots”, così urlata, apocalittica e cavernosa. Le chitarre elettriche fanno piazza pulita di tutto e di tutti, non c’è compassione, non c’è possibile accordo, non c’è armonia, gli Slipknot danno voce alle viscere, danno parola agli inferi, sono testimoni della dissoluzione, della perdita, e inveiscono con sordo rancore contro il mondo. Le sferragliate penetranti e pensate di “Before I Forget” e di “The Nameless” sono quanto mai esplicative per capire come gli Slipknot utilizzano la loro ricerca musicale, come un’arma, come una mitragliatrice puntata nei confronti della società e pronta a fare fuoco! Quando il metal si spinge ai confini più estremi, e li supera...
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